Miracolo Alex: il trapianto è riuscito, il bimbo torna a casa

Per il piccolo c'era stata una grande catena di solidarietà lo scorso anno

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Si erano cercati donatori compatibili in tantissime città da Avellino a Napoli, Caserta, Portici e in altre regioni

Salvo dopo un trapianto che ha tenuto col fiato sospeso milioni di persone. Gli occhi grandi e azzurri del piccolo Alex che ha rischiato di morire perchè malato "raro" hanno commosso tutti. Ma il miracolo c'è stato. Trapianto riuscito per il piccolo Alex. A distanza di un mese dall'intervento all'opedale Bambino Gesù su Alessandro Maria Montresor, affetto da una malattia genetica rara, si può finalmente tirare un respiro di sollievo: il trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore cui è stato sottoposto «è riuscito».

Il percorso trapiantologico, infatti, «può dirsi concluso positivamente» ed Alex è «in buone condizioni di salute» e lascerà l'Ospedale nelle prossime ore. Le cellule del padre, manipolate e infuse nel bambino, afferma l'Ospedale, a distanza di 1 mese dal trapianto «hanno perfettamente attecchito».

Nel tentativo, non riuscito, di trovare un donatore compatibile, molte città tra cui Napoli, Avellino, Portici, Benevento e tante altre si erano mobilitate in una gara di solidarietà.

«Una bellissima notizia e un bellissimo esempio di come il nostro Servizio sanitario nazionale funzioni alla grande lavorando in sinergia». Lo afferma su Facebook il ministro della Salute, Giulia Grillo. «Ho seguito da vicino la questione e con i miei collaboratori - sottolinea Grillo - siamo stati in contatto costante con la famiglia, a cui va il mio più sincero augurio. Sono orgogliosa e ringrazio tutti i donatori che si sono mobilitati per dare speranza ad Alex e a tutte le persone malate in attesa di un trapianto di midollo osseo, il Centro Nazionale Trapianti e le associazioni di volontariato, in particolare l'Admo, per l'impegno nelle piazze italiane. Ovviamente - conclude - il ringraziamento più importante va a tutti i medici, infermieri e operatori sanitari che si sono impegnati per Alex. Complimenti all'ospedale Bambino Gesù e all'equipe del professore Locatelli che rappresentano un'eccellenza a livello mondiale». 

Intanto i medici sono soddisfatti per il decorso post operatorio e nonostante servano tante visite di controllo i familiari del piccino possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.

"Siamo soddisfatti del percorso trapiantologico del bambino, che al momento è stato perfetto" e "siamo felici per l'evoluzione di questa vicenda così complessa". Lo afferma Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di Oncoematologia e Terapia Cellulare e Genica dell'ospedale, a un mese di distanza dal trapianto di staminali emopoietoiche da genitore eseguito su Alex. Si apre ora, sottolinea il Bambino Gesù, "una nuova fase, che come in tutti questi casi prevede visite di controllo in Day Hospital con frequenza inizialmente settimanale e poi, via, via, sempre più distanziata".

"Nelle prossime settimane andrà monitorato accuratamente il completamento del processo di ricostituzione immunologica, così come - prosegue Locatelli - il persistere di un attecchimento completo delle cellule paterne". "I rischi ai quali i pazienti di questo tipo possono andare incontro dopo la dimissione sono principalmente legati allo sviluppo di complicanze infettive. Per questa ragione - spiega - il bambino verrà strettamente controllato con periodiche visite presso il nostro reparto di Day Hospital". "Doverosamente premessa questa nota di cautela - conclude Locatelli - non possiamo che essere, allo stato attuale, felici per l'evoluzione di questa vicenda così complessa".