Caos Pronto Soccorso. Attesa infinita, infermiera aggredita

Strattonata dipendente al Moscati. I sindacati: troppi utenti, così non si può andare avanti

Oggi pomeriggio incontro al Moscati tra il manager Percopo e i referenti dei sindacati

Avellino.  

È ancora caos al Pronto soccorso dell’Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino. Ieri mattina una nuova aggressione al personale dell’unità di pronta emergenza ha segnato l’avvio dell’ennesima giornata di “passione” per personale e pazienti.

Ad essere strattonata è stata una infermiera del triage sulla quale si è accanito, prima verbalmente poi passando ai modi forti il parente di un paziente in attesa di essere visitato. Ancora disagi e caos nell’unità di crisi del Moscati dove da tempo le cose sembrano davvero aver preso la piega sbagliata. Disagi, tensione, parole grosse e l’atmosfera che sembra davvero essere arrivata alla tensione massima.

Per l’infermiera un grosso spavento, nessuna ferita grave, e una prognosi che per due giorni la terrà lontana dal posto di lavoro. Questo il bilancio dell’ennesimo caso.

Le attese creano i disagi maggiori, ma i sindacati da tempo denunciano i flussi da capogiro che continuano ad intasare le liste d’attesa per l’urgenza. Troppi utenti poco personale. Questo il quadro a tinte fosche che contorna il presidio. Senza dimenticare le degenze che durano anche settimane, due nei peggiori dei casi segnalati, per avere un posto nel reparto di pertinenza. A complicare le cose in questo mese gli afflussi da record dovuti all’influenza. E intanto al triage c’è una sola persona quando dovrebbero essercene almeno due. Un monitor scandisce gli ingressi per i controlli. La sala d’attesa generica il più delle volte è oltremodo affollata. La tensione sale alle stelle nella maggior parte dei casi. Più volte Vito Santacroce Cisl Fp ha invocato misure urgenti per il polo cdi contrada Amoretta.

I pazienti molte volte restano nelle sale del pronto soccorso anche per settimane. Una denuncia precisa. Oggi il vertice con il manager Percopo. Quest’aggressione è solo l’ultima di una lunga serie di episodi drammatici.

I numeri non tornano. E all’ultima chiamata per assunzioni a tempo determinato la risposta è stata clamorosa. In 4mila per otto posti di lavoro. Anzi, per la precisione, le richieste avanzate sono state 4010. Un esercito di candidati ha risposto all’avviso pubblico dell’Azienda ospedaliera «San Giuseppe Moscati» per l’assunzione a tempo determinato di 8 infermieri. Ma le domande sono diventate già di meno  la responsabile delle risorse umane dell’azienda ha eliminato 485 domande per mancanza dei necessari requisiti. E dopo una primissima scrematura in lizza ne restano poco più di 3500.

Succede nelle ore di tensione massima proprio nel comparto Sanità. Ieri l’arrivo del ministro Grillo, a sorpresa, al Cardarelli e al Vecchio Pellegrini. Il ministro della Salute, Giulia Grillo, è arrivata in sordina, due giorni fa, in auto da Roma, facendosi largo nel traffico della tangenziale. E’ stata accolta con sorpresa dal personale di turno mentre camminava tra letti e barelle.

Sotto la lente, anche da un punto di vista medico e di igiene, i reparti più critici dell’ospedale collinare. «È un grande ospedale, pulito ma affollatissimo - dice la Grillo - bene la pulizia e l’igiene che ho trovato nettamente superiore a quella dell’Umberto I di Roma. Bene anche il gran lavoro svolto dai camici bianchi». Anche al Vecchio Pellegrini un quadro in chiaro-scuro. Meno positive le dichiarazioni su De Luca per la gestione del reparto sanità. Gli innesti, già annunciati dal direttore generale Angelo Percopo, non rientrano tra quelli previsti dal Piano triennale del fabbisogno del personale ancora al vaglio della Regione. Le unità dovrebbero ripor- tare in quota i paramedici della prima osservazione che in que- sto momento sono 26 (dovrebbero essere almeno 30) con 12 Oss.Una misura quella delle otto assunzioni che a nulla servirebbe secondo Antonio Santacroce, segretario generale della Cisl Funzione pubblica Irpinia-Sannio. «Questi incarichi – prosegue Santacroce - non risolveranno le problematiche dell’Azienda che non riguar- dano solo il Pronto Soccorso ma anche altri reparti. Nel pronto soccorso che dovrebbe essere il porto sicuro dei malati la situazione è davvero al collasso». Sulla stessa linea il segretario generale della Cgil irpina Franco Fiordellisi che rimarca come il settore della pubblica assistenza sia, ormai, al collasso.