Da questa mattina la bandiera Arcobaleno sventola sul Comune di Avellino. Un gesto simbolico quello voluto dall’amministrazione Foti, rappresentata per l’occasione dal vicesindaco Stefano La Verde, per dire no alla discriminazione e alla violenza. No all’omofobia. Ma, soprattutto, un atto che giunge proprio alla vigilia dell’apertura di uno sportello di ascolto per raccogliere le segnalazioni presso il centro sociale “Samantha della Porta”. Alla cerimonia anche alcuni consiglieri comunali, il presidente dell’assise cittadina Livio Petitto e Donata Ferrante, referente di “i Ken”, che ha riassunto lo stato dell’arte nella lotta alla discriminazione nella città di Avellino.
«C’è un forte impegno da parte di questa amministrazione - ha esordito Ferrante - e noi ne siamo contenti. Sentiamo l’appoggio del Comune e la volontà di affrontare la questione per la prima volta in maniera coesa con le associazioni. Questa settimana, finalmente, entreremo anche in possesso di questa sede destinata al tavolo tecnico operativo contro la discriminazione e la violenza. Ciò ci permetterà di svolgere in maniera più corretta le attività di consulenza e di ascolto che normalmente effettuiamo. Avellino, purtroppo, è una città dove è ancora difficile viversi la propria omosessualità alla luce del sole, con la dignità alla quale ognuno di noi aspira. Le problematiche principali che ci troviamo ad affrontare sono quelle legate all’adolescenza e al rapporto con i genitori. La sede al “Samantha della Porta” ci permetterà di lavorare in sinergia con gli assistenti sociali del Comune, cosa che ci faciliterà, dandoci allo stesso tempo anche una struttura indipendente. Giovedì mattina sarò per la prima volta allo sportello. Mentre saremo anche online con il sito del Comune, attraverso uno spazio dedicato alle attività del tavolo».
Appena issata la bandiera arcobaleno, La Verde ha voluto confermare il suo impegno personale e quello dell’intera amministrazione: «Il Comune - ha spiegato - con tutta una serie di iniziative e l’ausilio delle consigliere comunali, molto sensibili a queste problematiche, è in prima fila per evitare discriminazioni di ogni sorta e lo stiamo dimostrando… L’ultima violenza perpetrata nei confronti di una disabile psichica offende la sensibilità di ognuno di noi ma soprattutto quella di una città intera. Se dovessero essere accertate delle responsabilità, su questo caso, valuteremo come amministrazione comunale di costituirci parte civile. Questa amministrazione sarà sempre contro ogni discriminazione sia di genere che razziale. In una società civile oggi non è consentito a nessuno prevaricare le scelte di altri. Ecco perché è necessario che tutti siano rispettosi di quella che è la persona umana in quanto tale e l’amministrazione comunale ha il dovere di essere vicino a tutte le persone più deboli ma soprattutto far rispettare i diritti di tutti. Nessuno esclusi».
Alessandro Calabrese
