«Ciò che si dice in giunta resta in giunta. Qualcuno ha voluto montare un caso. Ma la situazione è diversa da quella descritta. Siamo una squadra unica che lavora per il bene della città». L’assessore ai Lavori Pubblici Costantino Preziosi, a margine dell’incontro su “La Dogana che vorrei”, parla di quanto è successo ieri mattina durante la riunione dell’esecutivo. Uno sfogo derivante dai ritardi sulle variazioni da apportare alla pavimentazione di Piazza Libertà. «Stiamo modificando l’aspetto cromatico della piazza - ha detto ad Ottochannel - e i nostri tecnici stanno studiando la migliore soluzione. Non si tratta di una modifica dei materiali ma della redistribuzione di quello già previsto nel progetto, con l’aumento della presenza di pietra lavica e la diminuzione di quella di Bisaccia».
Fin qui le dichiarazioni dell’assessore.
Intanto, da Palazzo di Città emergono altri dettagli sulla situazione. Una rapida riorganizzazione del Settore Lavori Pubblici a partire dall’ingresso di un nuovo dirigente: sarebbe stata questa la richiesta dell’assessore comunale Preziosi dopo aver registrato l’ennesimo ritardo per l’avvio della perizia di variante su Piazza Libertà. Da qui lo sfogo con il sindaco e i colleghi e la paventata restituzione della delega.
In realtà la questione di una maggiore efficienza e funzionalità degli uffici e del turn over dei dirigenti è stata posta da tempo al sindaco, anche da altri assessori. Ora, però, sotto i riflettori è finito l’ingegnere Luigi Cicalese che, in una fase delicata dei cantieri, non pare più avere la stessa sintonia con l’assessore ai Lavori Pubblici.
Prova ne è che mentre Foti e Preziosi ieri pomeriggio sono stati alla Soprintendenza per cercare delle soluzioni praticabili alla modifica della pavimentazione, utilizzando pietra lavica e non solo irpina, questa mattina il dirigente era assente ad una riunione cruciale sul restyling della stessa agorà cittadina.
Tutto ciò mentre la ditta procede spedita e da un lato della piazza ha già avviato addirittura il massetto. Ma, a quanto pare, il rischio che il primo cantiere della gestione Foti non rispetti i tempi previsti è ancora vivo.
Alessandro Calabrese
