La sindrome di Foti: il sindaco perseguitato

Lo avrebbero lasciato solo a combattere l'illegalità in città ma lui non fa nomi e cognomi

Il primo cittadino annuncia azioni e traguardi e ostenta l'ordinaria amministrazione come fatto eccezionale. Rispettare le date di scadenza dei cantieri e liberare le case popolari dagli abusivi per l'ente di Piazza del Popolo diventa motivo di vanto

Avellino.  

È vero che al punto in cui siamo non ci si può più meravigliare di niente ma ostentare come un fatto eccezionale anche l’ordinaria amministrazione ci sembra davvero un po’ troppo. L’ultimo di una lunga serie di annunci, provenienti da Palazzo di Città, riguarda la costituzione di una task force presentata dal Comune come il formidabile gruppo di azione che eliminerà l’occupazione abusiva dalle case popolari di Avellino. Una soluzione definitiva all’imperante illegalità che da anni prevale nel capoluogo irpino e prevarica i diritti dei legittimi assegnatari in graduatoria.

E così, dopo 5 mesi dal giorno in cui si è riservato la delega agli Alloggi popolari, il sindaco Foti, udite udite, ha deciso di contrastare questo triste fenomeno che costringe chi ha le carte in regola per strada e consente ai prepotenti di stare negli appartamenti di edilizia sociale. Quando, addirittura, non si assiste a dei veri e propri blitz per entrare con la forza in alloggi appena liberati. Forse il primo cittadino avrebbe fatto meglio ad iniziare l’azione di recupero della legalità e poi, alla fine del percorso, illustrarne i risultati. Avellino sta diventando la città delle cose impossibili anche per questo tipo di atteggiamento. Garantire un diritto non può essere un vanto per un’amministrazione comunale, deve essere la normalità. Il minimo sindacale…

Il mirabolante annuncio, peraltro, è arrivato il giorno dopo in cui lo stesso Foti, ad un incontro con gli studenti del liceo Colletta, ha sottolineato come l’amministrazione terrà fede alla tempistica sulla fine dei lavori nei cantieri aperti in città. Anche qui un inutile tentativo di propaganda su un dato che dovrebbe essere abbondantemente acquisito, certo, assodato… D’altra parte, se le scadenze non saranno rispettate il Comune di Avellino rischia di non vedere neanche da lontano i fondi Piu Europa necessari per finanziare le opere, gettando le basi per il definitivo default.

Ma non è tutto, allo stesso appuntamento, il primo cittadino ha “confidato” ai presenti anche di come sia stato lasciato solo dalle forze dell’ordine nel contrasto alla legalità. Come se ad Avellino Polizia, Carabinieri, Finanza e Forestale non siano sempre stati un insostituibile presidio contro la delinquenza, come confermano i risultati ottenuti e le statistiche annuali. Concludendo con l’evocazione di mondi nebulosi dalla cui influenza avrebbe sottratto l’amministrazione.

Non è la prima volta che Foti parla di illegalità facendo dei riferimenti poco precisi e allusioni enigmatiche (lo scorso anno lo fece riferendosi ad alcuni commercianti). Un comportamento che non potrebbe essere accettato neanche se venisse da un privato cittadino, figuriamoci da un sindaco che di una comunità è il custode e il primo riferimento per correttezza, onestà e trasparenza. Anche in questo caso, se è a conoscenza di situazioni illegali faccia nomi e cognomi. Altrimenti è meglio tacere.

Alessandro Calabrese