"Mio fratello mi ha donato il midollo. E' il mio supereroe"

Maria Teresa Rigione racconta la sua storia e ricorda l'importanza di donare il sangue, e non solo

La sua storia, la leucemia, e la militanza per Ail per stimolare tutti alla riflessione sulla necessità del sostegno per chi combatte. "Il sangue è la vita. A Natale perdonate e donate, fatelo col cuore"

Avellino.  

"Donate e perdonate per questo Natale". Le parole di Maria Teresa Rigione, dal palco del Cimarosa in occasione del Concerto benefico alla presenza del capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli, organizzato dall’associazione Donatori Nati della Polizia di Stato, ma anche dai medici dell’ospedale “Moscati”, che si sono esibiti con la loro band “Effetti Collaterali”, hanno emozionato la platea e invitato tutti ad una riflessione profonda e condivisa sull'importanza della donazione del sangue.

Ad intervistarla sul palco il giornalista Rai, Gigi Marzullo. Lei, e il suo personale impegno in favore della solidarietà, diventa simbolo concreto della lotta contro la leucemia e della volontà sincera e forte di impegnarsi per il prossimo. Tono deciso e parole rotte qualche volta dall'emozione, Maria Teresa Rigione ha raccontato della sua lotta e del grande dono ricevuto: il sangue donato, che l'ha tenuta in vita, e il midollo donatole da suo fratello, che l'ha salvata da una pericolosa recidiva.

"Nessuno me l’aveva mai chiesto. E allora ho detto solo quello che sento. Il sangue mi ha tenuta in vita, nell’attesa che un nuovo sangue si facesse strada dentro di me e mi facesse risorgere. Una Lazzarella, morta due volte e risorta due volte. Com’è cambiata la mia vita di donna dopo il trapianto? Mi ha tolto quello che agli occhi dei più è il simbolo della femminilità: i capelli. Eppure, nonostante questo, mi ha resa una bellezza collaterale, come gli Effetti Collaterali, questo gruppo di dottori che suonano e cantano per la salute di tutti". Maria Teresa ha voluto ringraziare i donatori che l'hanno tenuta in vita, che sono tutte le persone che, con senso civico e di grande responsabilità, si recano in ospedale o in occasione di campagne mirate e itineranti dell'Ail, per donare vita.

"Quando mi hanno detto che avevo un tumore nel sangue sono rimasta impietrita - spiega -. Un tumore che non si può vedere da una radiografia. La leucemia scorre nel sangue, che è liquido inafferabile. Insomma, per dirla tutta continuavo a pensare che non riuscivo ad acchiapparla, correva la leucemia, avrei voluta pernderla a pugni. Finché non ho avuto un dono incredibile, il midollo da mio fratello. Ma è stato il sangue, nell'attesa, dei donatori a tenermi in vita. E io ringrazio tutte le persone che lo donano. E' stato fondamentale, per me come per milioni di persone. Ricordo con incredibile precisione il mio colorito, impallidivo, stavo sparendo. Mi raccomando, vi invito tutti, soprattutto in questi giorni di grande emozione in attesa del Natale, a donare e perdonare e coltivare le migliori emozioni che ci sono nel vostro animo, a dare vita con gesti concreti al vostro amore per il prossimo, a realizzarlo in questo gesto di incredibile coscienza e amore per tutti.

Sono stata donatrice per poco te, poi la leucemia è arrivata. Avevo trentanni. Cosa direi a chi non vuole donare? Direi che le resistenze sono comuni e comprensibili, soprattutto perchè si pensa sempre che non possa mai capitare a noi. Invece succede. Non bisogna avere paura donare, la paura va affrontata, perchè potrebbe capitare a tutti di avere bisogno del sangue, che è la vita".