Non è solo il ciclone De Luca a Salerno a mettere in crisi il campo largo verso le prossime amministrative di primavera nei comuni campani al voto.
Ad Avellino la missione di costruire l'alleanza sul modello Fico-Manfredi sembra già impossibile. S'era già intuito con i dubbi nemmeno tanto velati manifestati da Petracca (Pd) prima e Gubitosa (M5S) poi, ma adesso un chiaro "avviso" agli alleati arriva dalla sinistra irpina.
La stoccata dell'ex consigliere comunale
E la stoccata velenosa la firma Amalio Santoro: "Guardate - ha argomentato l'ex consigliere comunale di Avellino aprendo il confronto sulla sanità con Pino Rosato, Generoso Picone e il dg dell'Asl di Caserta, Antonio Limone al circolo della stampa di Avellino - il campo largo non può diventare il campo delle famiglie. E non siamo disponibili a cercare compromessi al ribasso. No, la città ormai non li reggerebbe più". Parole dure, espresse con fermezza dal medico avellinese che ha denunciato i gravi ritardi che si registrano in vista delle elezioni nel centro sinistra.
E ora si aspetta l'intervento di Roma: servirà?
"Manca poco al voto - ha aggiunto Santoro - e non c'è un centrosinistra in campo. Non so se da Roma ci sarà un supporto, me lo auguro. Ma un'alleanza non rinasce all'improvviso, serve un programma".
Santoro ha denunciato anche i ritardi della regione sull'emergenza sociale nelle aree interne e ha espresso forti perplessità rispetto all'investimento dell'ordine dei medici di Avellino che ha acquistato l'ex asilo "Patria e Lavoro".
"Non ho capito l'utilità di questa spesa di 900mila euro, servita solo a dare una boccata d'ossigeno al comune", ha sentenziato Santoro.
