Ha pranzato con gli ospiti della cittadella della carità: i più bisognosi, i poveri che anche Natale trovano un pasto caldo alla casa della Fraternità “Mons Antonio Forte” di via Morelli e Silvati.
Il vescovo Aiello e la chiesa di Avellino al fianco degli indigenti. “Aumenta la soglia di povertà, anche per fasce di popolazione che fino a qualche anno fa non erano neanche sfiorate dal dramma. Dobbiamo impegnarci tutto l'anno, non solo a Natale - afferma il Vescovo -
Se l'Irpinia è una terra accogliente? “C’è senz’altro una maggiore apertura ma dobbiamo liberarci dalle pressioni che arrivano dall’esterno e che incutono paura e sospetto, dobbiamo cercare di tenere libera la mente perché non è mai utile fare le guerre. In tanti bussano alla porta del nostro cuore. Ma non hanno bisogno solo di pane. Necessitano anche di ascolto. Tante persone sono sole, pur vivendo in condizioni agiate. La solitudine le attanaglia”.
Poi Aiello auspica un nuovo dormitorio in città. “Qui c’è un vero e proprio polo della carità. Monsignor Forte voleva fosse un segno e che a questo segno se ne aggiungessero anche degli altri".
Infine, a proposito di misure per contrastare la povertà, boccia seccamente il reddito di cittadinanza: “L'ho sempre considerato come la paghetta che i genitori danno ai figli per tenerli buoni”.
