Scuole chiuse, ragazzi in strada. "Stasera resto chiuso"

La scelta forte di un gestore di un locale notturno: ma anche regole chiare per andare avanti

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"È impensabile gestire un locale “metro” alla mano. Né pare che tutti cittadini e tutti gli esercenti abbiano capito la gravità effettiva della situazione"

Avellino.  

La movida ai tempi del Coronavirus continua. E la rabbia sale sui social network, tra commenti di cittadini divisi, tra chi è ancora inconsapevole dei reali rischi della diffusione del virus covid-19 e chi si mostra accorto osservatore di regole e consigli per fermare il contagio.

Così come accade negli altri capoluoghi campani anche ad Avellino la chiusura delle scuole ha permesso a tanti giovanissimi di uscire, senza il peso degli appuntamenti didattici. Senza dimenticare tanti universitari che dovranno aspettare fino al 15 marzo, salvo proroghe, per frequentare corsi e sostenere esami. Risultato? Difficile restare a casa. Molto semplice darsi appuntamento in strada. 

Ignorate, purtroppo, le distanze di sicurezza sia dentro che fuori in alcuni locali e nei maggiori luoghi di ritrovo del centro città, e non solo, inevitabilmente. Ma intanto mentre i medici italiani invocano ”misure drastiche o sarà calamità sanitaria", continuano a verificarsi situazioni di assembramento e affollamento per shopping, attività ludiche, ritrovi. I luoghi della serata avellinese, tra abbracci, baci, strette di mano,  foto di gruppo dimostrano l'inosservanza della distanza di sicurezza, nonostante le indicazioni diffuse da istituzioni e personale sanitario. “Evitare i luoghi affollati” e “mantenere almeno un metro di distanza”. Il diktat che sembra essere sfuggito ad Avellino, come in tante altre città. Eppure si tratta delle raccomandazioni che, da giorni, le autorità egli esperti, tutti concordi, continuano a fare per cercare di limitare il contagio da coronavirus.

In visibile difficoltà i gestori dei locali costretti a rispettare distanze e normative, che nei fatti risultano impossibili da osservare con precisione. Senza contare il danno economico patito dalle persone che gestiscono bar, locali, pub e loclai di svago serale più in generale. In tanti si sono scrupolosamente attenuti alle regole, con ingressi contingentati fino a un numero pari ai posti a sedere (ovviamente a una distanza minore di un metro) con personale di servizio alla porta per bloccare altri avventori.  Ma l’ingresso di nuovi clienti ha fatto saltare in molti, troppi casi, il rigido schieramento. Soprattutto nei locali più piccoli, dove è stato impossibile imporre le regole.

L'ordinanza del governatore De Luca, che impone la chiusura delle discoteche sino al 15 marzo non ha influito sulle abitudini e appuntamenti dei più giovani che ignorano le precauzioni da adottare in questo difficile momento storico. 

Ma sono tanti i commercianti che stanno compiendo scelte forti per arginare i rischi. Come Carmine Schettino proprietario e gestore del DWine che stasera ha deciso di chiudere in attesa di normative maggiormente chiare e facili da applicare nei locali notturni.

“C’è bisogno di scelte forti e di un’assunzione di responsabilità collettiva - spiega Schettino -. Siamo sinceri: le decisioni assunte dal governo, per contrastare la diffusione del contagio, nel settore della ristorazione non sono chiare. Non garantiscono l’utenza, non garantiscono gli esercenti. È impensabile gestire un locale “metro” alla mano. Né pare che tutti cittadini e tutti gli esercenti abbiano capito la gravità effettiva della situazione. Abbiamo bisogno di certezze da parte delle autorità competenti. Abbiamo bisogno di regole chiare, definite, sicure. Ad oggi non è così. Siamo una goccia nel mare, ma vogliamo dare un segnale a tutti. Oggi, domenica, decidiamo di stare chiusi. Rinunciando alle potenzialità di una domenica, ma assumendo il nostro pezzettino di responsabilità. Attendiamo di sapere qual è il comportamento più giusto e sicuro che deve assumere un esercente. Riapriremo martedì che è il nostro giorno abituale di riapertura, certi che la situazione si sarà delineata nelle prescrizioni da rispettare e nel senso di responsabilità di tutti. Pronti come sempre a offrirvi i nostri ingredienti fondamentali: sicurezza, igiene e accoglienza”.