Coronavirus, stop a tutte le messe nel Paese. Niente celebrazioni civili, religiose, nemmeno esequie funebri. Né festive, né feriali, nemmeno con la 'giusta distanza' di almeno un metro. Almeno fino al 3 aprile. Lo comunica la Conferenza Episcopale Italiana sottolineando l'ulteriore passaggio "restrittivo" e di "grande sofferenza" nell'emergenza coronavirus ma doveroso "per contribuire alla tutela della salute pubblica".
Il messaggio del Vescovo Aiello
Il vescovo di Avellino Monsignor Arturo Aiello invita i fedeli a pregare ad adeguarsi alle disposizioni. Chiese aperte, ma riti liturgici celebrati in privato da parroci e preti, per bloccare il Coronavirus. I fedeli potranno recarsi nelle chiese che restano aperte, ma senza creare rischiosi assembramenti. Un messaggio, quello di monsignor Aiello, per invitare prelati e fedeli a seguire le indicazioni del Consiglio dei Ministri e del Consiglio Episcopale, per fermare la diffusione del Covid-19. Fiducia, speranza e preghiera le parole usate dal monsignore per ricordare a tutti la necessità di restare a casa.
La data
Poi l’appello rivolto ai sacerdoti “di farsi ancora piu` prossimi e attenti ai bisogni dei fedeli, all’ansia e alla paura che montano, ponendo gesti di carita` pastorale che siano sacramento di vicinanza e ministero di consolazione”. Nello specifico, monsignor Aiello invita alla celebrazione privata tutti i sacerdoti fino al 15 marzo. Una data diversa da quella indicata nel decreto che e` solo un’apertura all’ottimismo, una speranza che entro la prossima settimana possano giungere notizie incoraggianti al punto da poter riaprire le chiese. Non dovesse essere cosi`, si procedera` con la chiusura dei luoghi di culto almeno fino al 3 aprile. Sospese anche tutte le attivita` quaresimali previste.
A Montevergine monaci riuniti in preghiera
Anche i monaci benedettini di Montevergine hanno rilanciato la scelta Cei, a mezzo social commentando: "Purtroppo è necessario anche questo...ma la preghiera non si ferma, anzi! Intensifichiamo la preghiera personale per attingere dalla fede la forza di affrontare questo momento buio".
La nota è stata limata e soppesata nei minimi dettagli, parola per parola; il punto è contenere il più possibile il rischio di contagio da Covid-19. "La Chiesa che vive in Italia e, attraverso le diocesi e le parrocchie si rende prossima a ogni uomo, condivide la comune preoccupazione, di fronte all'emergenza sanitaria che sta interessando il Paese. Rispetto a tale situazione, la Cei - comunicano i Vescovi in una nota - all'interno di un rapporto di confronto e di collaborazione - in queste settimane ha fatto proprie, rilanciandole, le misure attraverso le quali il Governo è impegnato a contrastare la diffusione del coronavirus". La Conferenza Episcopale Italiana mette in rilievo il passaggio particolarmente severo e restrittivo che porterà a chiudere le chiese in tutta Italia, non più nelle sole zone rosse: "Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, entrato in vigore quest'oggi, sospende a livello preventivo, fino a venerdì 3 aprile, sull'intero territorio nazionale 'le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri'. L'interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le messe e le esequie tra le 'cerimonie religiose'. Si tratta di un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L'accoglienza del decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica".
