Fecondazione, telemedicina anche a Bergamo dopo il Moscati

Il servizio avviato ad Avellino parte anche in uno degli ospedali simbolo della lotta al Covid-19

fecondazione telemedicina anche a bergamo dopo il moscati
Avellino.  

Procreazione assistita al tempo del Coronavirus, anche l'Ospedale Bergamo si avvale della telemedicina al Papa Giovanni Xxiii. La lezione dell'ospedale di Avellino avviata dal primario Cristofaro De Stefano ( nella foto, ndr) , dell'unità operativa di fisiopatologia della riproduzione, allarga la rete del prezioso sistema di assistenza, per completare diagnosi e ottimizzare cure. Il centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma) dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, una delle strutture italiane più coinvolti dall'emergenza Covid-19, lancia il progetto sperimentale di telemedicina, per le coppie che devono ricorrere alle cure di fisiopatologia della riproduzione. Lo ha riferito lo stesso nosocomio, spiegando che il progetto, ribattezzato "Smart Pma" e attivo a partire da questa settimana, "vuole dare la possibilità alle coppie che sono in attesa di trattamento di completare l'iter diagnostico e ottimizzare la preparazione alle cure per quando sarò possibile riprendere l'attività clinica". Il percorso, messo a punto da Francesco Fusi, responsabile della Ostetricia e ginecologia 2-Pma , da e Laura Zanga, responsabile del Laboratorio di embriologia, consente alle coppie di eseguire, mediante una piattaforma di telemedicina chiamata "Fenix Televisita", le prime consultazioni e i controlli dei primi esami, con la definizione degli step successivi, in attesa degli esami strumentali, come le ecografie, che verranno eseguite in ospedale appena possibile. L'ospedale bergamasco sottolinea che "il sistema si avvale di un programma che garantisce totale segretezza dei dati, tracciabilità, archiviazione dei documenti, refertazione della consulenza e validazione con firma digitale e l'invio di ricette dematerializzate. Non è richiesta alcuna installazione ed è utilizzabile da tutti i dispositivi (pc, tablet, smartphone) in modalità web app". "Le coppie che devono ricorrere alla medicina per avere figli stanno vivendo l'attuale sospensione delle attività non urgenti come uno stop forzato del loro percorso e vedono allontanarsi sempre di più una risposta alle proprie esigenze, con ulteriore sofferenza per l'ansia del tempo che scorre e l'età che avanza" ha spiegato Francesco Fusi, sottolineando che "la cura della fisiopatologia della riproduzione non è naturalmente una disciplina salva-vita ma ha un ruolo importante per il benessere psico-fisico di donne e uomini ed è 'salva-società', considerato il calo demografico a cui assistiamo". "Abbiamo quindi pensato - ha concluso - di poter offrire un servizio prezioso sfruttando le nuove tecnologie, in modo da guadagnare un po' di tempo e seguire le coppie a casa per tutte quelle attività che non richiedono necessariamente un contatto diretto con i clinici". Il progetto coinvolge anche alcuni dei maggiori centri pubblici italiani: il policlinico San Martino e l'ospedale evangelico internazionale di Genova, l'Azienda sanitaria Moscati di Avellino, l'ospedale Niguarda di Milano, il policlinico Sant'Orsola di Bologna, l'ospedale Pertini di Roma, l'ospedale di Conversano (Asl Bari) e il Centro Fivet Città di Torino.