Il primo cittadino di Avellino, Gianluca Festa, replica ironico alle frecciatine che gli ha lanciato Matteo Salvini leader della Lega, nella sua città, definendolo "un sindaco strano, che se ne va in giro a far casino".
«A Matteo Salvini dico che, forse, ha sbagliato città quando parla di spaccio a Piazza Kennedy. Mi ha definito strano? Non mi interessa e non gli rispondo. Io rispondo agli avellinesi e non a lui. Lavoro per Avellino». Replica sintetica, ma al vetriolo quella di Festa, che intanto rimarca i successi amministrativi raggiunti nei primi mesi di lavoro, alla guida dell'ente di piazza del Popolo.
Il numero uno del Carroccio aveva definito piazza Kennedy una piazza di spaccio, due giorni fa nel suo intervento ad Avellino, in piazza d'Armi, nella nuova sede della Lega. "Proprio su quella piazza abbiamo fatto un grande intervento, lavorando alla riabilitazione dello spazio condiviso grazie all'affidamento della casetta di vetro, diventata ormai un bar - spiega Festa -. Una apertura arrivata dopo anni e anni di chiusura e degrado in quella casetta, che era diventata ricettacolo di sporco e incuria. Abbiamo sfalciato per tempo il verde e ora siamo pronti ad intervenire rispetto alle segnalazioni che ci sono pervenute sul malfunzionamento delle giostrine Insomma, credo che Salvini, politico che gira molto, non abbia ben capito dove si trovasse".
Ma Salvini aveva anche lanciato bordate a Festa riferendosi al caso di una settimana fa, quando il sindaco era finito in un vero e proprio ciclone mediatico per dei video che lo avevano immortalato in un maxi assembramento di giovanissimi in centro, tra la movida di via De Conciliis.
Ma anche nel corso della visita dell’ex ministro dell’Interno, in più di un momento, si sono registrati evidenti assembramenti. Anche qui, prontamente fotografati ecircolati sul web. Tra forti polemiche, che continuano in queste ore. Festa, punzecchiato sullo stesso tema da Salvini, la mette così: «Le immagini parlano da sole. Lascio che a commentarle siano i cittadini e le forze dell’ordine, che hanno il dovere di fare tutte le valutazioni del caso».
