I No Dad scrivono al Governo: "Scuole aperte, non c'è rischio"

Una lettera per capigruppo di Senato e Parlamento dalla Campania

i no dad scrivono al governo scuole aperte non c e rischio

"A marzo 2020 il presidente del Consiglio dei ministri dichiara che l'Italia è in lockdown. La politica prende una decisione per il Paese tutto: le scuole di ogni ordine e grado vengono chiuse. A luglio 2020, da quando è stata demandata ad enti regionali e comunali la possibilità di applicare ulteriori restrizioni ai Dpcm, di fatto stiamo assistendo, in particolare in materia scolastica, ad una disgregazione della politica nazionale". Lo scrivono in una lettera inviata ai capigruppo di Camera e Senato, al sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, e all'assessore all'Istruzione del Comune, Annamaria Palmieri, e all'assessore ai Giovani, Alessandra Clemente, i gruppi 'no Dad': Usciamo dagli schemi, Coordinamento scuole aperte Campania, Coordinamento scuole aperte Benevento, Coordinamento scuole aperte Salerno, Riapriamo la scuola-Avellino, Galleria Hde-Napoli. "Il governo, infatti, coerentemente con la tendenza decisionale europea, ha deliberato anche nelle zone rosse, l'apertura di tutte le classi delle elementari e della prima media. Invece in Campania le scuole di ogni ordine e grado sono chiuse da marzo 2020. Ci sono stati soltanto circa 15 giorni in presenza, a ridosso delle elezioni regionali, con una riapertura successiva, stentata e parziale di alcuni cicli scolastici, nello specifico scuola materna e prima e seconda elementare. Apertura ulteriormente limitata da molti sindaci che, anche in assenza di dati allarmanti nei loro Comuni, hanno comunque deciso di tenere tutte le scuole chiuse. La Campania rappresenta quindi un'anomalia - incalzano i 'no Dad' - rispetto a tutto il resto d'Italia e di Europa. Ci chiediamo a fronte di questa ingiustizia sociale dove sono le donne e gli uomini della politica? Dove sono i rappresentanti politici eletti in Campania? Abbiamo scritto e inviato petizioni, movimentato le piazze e l'opinione pubblica. Come è possibile che le voci di coloro i quali rivendicano diritti ed uguaglianza sociale e territoriale sono rimaste inascoltate? Studi nazionali ed internazionali confermano che chiudere le scuole non è funzionale al controllo della pandemia. Potremmo citare l'Ecdc, il centro europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie, che afferma che le scuole non sono focolai di contagio oppure l'ultimo rapporto dell'istituto superiore di sanità che indica al 2% il tasso di contagio nelle scuole. Inoltre, nelle regioni in cui la scuola è stata garantita in presenza, ha dimostrato di essere funzionale al tracciamento, garantendo così non solo un diritto costituzionale, ma un presidio aperto ed inclusivo che sui territori ha svolto un ruolo di presenza istituzionale. Laddove la scuola è chiusa tutto questo è venuto a mancare".