"Quell'inferno di 50 giorni e poi la luce. Io,un miracolato vi dico vaccinatevi"

Covid, il nuovo appello di Annibale Marciano: tutti si vaccinino senza esitazioni

quell inferno di 50 giorni e poi la luce io un miracolato vi dico vaccinatevi
Avellino.  

Emergenza covid, l’Irpinia si prepara alla quarta ondata . Il Moscati amplia il numero dei posti letto in vista di un possibile aumento dei ricoveri, il trend dell’aumento dei contagi conferma i rischi delle vacanze, della movida fuori controllo, il netto abbassamento dell’età media dei positivi. Ma a preoccupare sono ancora gli indecisi del vaccino e i no vax. Sullo sfondo le storie di chi è un sopravvissuto al covid e ricorda a tutti quale sia il vero volto della malattia fatta di fame d’aria, ricovero in ospedale, nei casi peggiori di lunghe degenze in terapia intensiva.

“Sono un miracolato - ricorda Annibale Marciano -. Sono un sopravvissuto.Lo voglio ricordare a chi rifiuta il vaccino per capire quale sia il volto vero di questa malattia. Non è giusto nei confronti di chi si è ammalto ed è morto delle loro famiglie di chi come me ha trascorso 50 giorni intubato, lottando tra la vita e la morte in un letto di ospedale.”. Annibale Marciano, vicesindaco di Ospedaletto d’Alpinolo 62 anni, già maresciallo della Guardia di Finanza in pensione ha trascorso settanta i nel reparto covid del Moscati, 50 quelli in cui ha lottato intubato.

“Sono ancora alle prese con una lenta riabilitazione, che piano piano mi sta restituendo dopo un anno le mie funzioni - racconta -. Io devo la mia vita al dottore Angelo Storti, a tutti i sanitari dell’area Covid e area Fegato del Moscati, che mi hanno salvato in 70 giorni di lotta al coronavirus. Se ripenso alla mia odissea, devo ammetterlo, mi sento un miracolato, mi sembra di essere riemerso dall'inferno”.

Proprio nei prossimi giorni l’asl avvierà le procedure di sospensione per i sanitari non vaccinati. Trenta quelli oggetto di indagine.

“Spero che quanti tra medici e infermieri ancora non vaccinati si decidano a sottoporsi al siero. La mia storia deve servire da monito a tutti quelli che rimandano, tentennano rifiutano il vaccino. Sono serviti mesi di fisioterapia dolorosissima per ritornare alla vita. La mia vita è cambiata e io non sarò più lo stesso. Vaccinarsi è un dovere nei confronti anche di chi soffre e ha sofferto durante questa tragica pandemia”.