Covid in Irpinia, esplosione di casi nell'ultima settimana di agosto

138 casi registrati. Il responsabile Asl,Morrone: la classe di età più esposta ha meno di 30 anni

covid in irpinia esplosione di casi nell ultima settimana di agosto
Avellino.  

Cresce il contagio in Irpinia. Anche oggi 18 le persone risultate positive al Covid su 256 tamponi effettuati. Di queste, 4 sono residenti nel comune di Avellino, 6 di Mercogliano. Contagio che cresce a macchia di leopardo in tutta Irpinia. Soprattutto in vista del rientro dei vacanzieri. Purtroppo si registrano anche decessi. Un 80enne, storico parrucchiere di Avellino, è deceduto nell’area Covid del Moscati. Regge, invece, l’ospedalizzazione. La maggior parte dei contagiati, fortunatamente, non richiede il ricovero in ospedale, questo anche grazie alla incisiva campagna di vaccinazione che ha coperto circa l’80 per cento della popolazione. A confermarlo è il responsabile del Servizio Epidemiologico dell’Asl di Avellino, il dottore Gaetano Morrone: «La situazione non è allarmante. Abbiamo riscontrato un certo numero di contagi tra i vaccinati, ma in un certo senso è fisiologico, se si tiene conto, sia del numero dei vaccinati e sia la percentuale della copertura. Mediamente parliamo di un 7/10 per cento della popolazione vaccinata che non risponde in modo adeguato al vaccino. Rispetto allo scorso anno, però, siamo più fiduciosi. Ma il discorso è sempre lo stesso, perché se oggi abbiamo un numero alto di contagiati ma pochi ospedalizzati, è soltanto grazie al vaccino. Nel mese di luglio abbiamo avuto una incidenza altalenante, ma alla fine del mese di luglio c'è una grossa ripresa. Nell'ultima settimana – specifica Morrone - abbiamo avuto 59 casi, nella prima settimana di agosto sono saliti a 106, nella seconda a 113, la terza a 91 e nell'ultima di agosto l'esplosione con 138 casi. Nella maggioranza dei casi, durante una inchiesta epidemiologica, abbiamo riscontrato una “storia di viaggi” sia all'estero che in Italia che hanno coinvolto sia i familiari che gruppi di amici.

Abbiamo osservato anche un coinvolgimento di alcune fasce di età, quella più esposta è la classe con meno di 30 anni. Forse ci si aspettava di peggio – ha concluso Morrone – però il richiamo a comportamenti consapevoli è d'obbligo».