Si chiama Omar ha solo 11 mesi ed è il più piccolo rifugiato arrivato in Irpinia. Da poche ore il piccolo Omar con tutta la sua famiglia, nonno compreso, è arrivato ad Avellino, presso casa Nicodemi, struttura della Caritas sede della Pastorale Famiglia della Diocesi. Qui Omar con tutti gli altri 15, tra familiari e parenti, ha trovato una nuova casa. Spaseati ma felici i rifugiati sono arrivati a bordo di due auto, scortati dai referenti della Prefettura e dei Falchi antincendio.
Commossi hanno più volte ringraziato in inglese i volontari per l'accoglienza, la Diocesi di Avellino per aver garantito una casa sicura. In fuga da Kabul ora sperano in un futuro sereno ad Avellino. "Mi auguro che mio figlio trovi felicità e speranza in Italia. In Afghanistan siamo tornati indietro di trent’anni. Abbiamo avuto notizie di nuove leggi dei talebani. Solo ieri i talebani hanno vietato alle donne anche di fare esercizio fisico. Fortunatamente siamo scappati senza aspettare, senza rischiare lasciando tutte le nostre cose nelle nostre case. Non la smetteremo mai di ringraziare l’Italia e tutti i paesi che ci hanno accolto. I corridoi umanitari aperti sono riusciti a salvare migliaia di persone, scampate a morte certa e alla violenza cieca dei talebani”. Il padre di Omar ha incontrato la dottoressa Fico della prefettura, Alfosno Pepe della Pastorale Famiglie della Diocesi per completare gli ultimi adempimento di rito. “Adesso puntiamo all’inserimento di queste persone nel tessuto sociale - spiega Adele Galdo, responsabile settore immigrazione cooperativa Percorsi -. Lavoreremo per inserirli e renderli autonomi. Anche i servizi sociali locali aiuteranno per far continuare a studiare i ragazzi che arrivano in Irpinia”. “Benvenuti fratelli e sorelle - così Don Vitaliano Della Sala -. Come aveva promesso il nostro Vescovo Aiello siamo in prima linea per fornire aiuto in questo dramma umanitario”.
