«Il Governatore è stato il precursore di un rigore razionale durante questi lunghi mesi di emergenza sanitaria e di lotta al covid e non un fanatico. È stato spesso criticato, quasi sempre inseguito ed imitato. Ora dobbiamo impegnarci per completare le vaccinazioni. Solo così potremo tornare ad una vita tendenzialmente ordinaria. Credo che la proposta di vaccinazione obbligatoria si sta facendo lentamente strada. Alla fine penso che si affermerà come una scelta dello Stato Italiano e non solo della Campania». Così Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Giunta della Regione Campania, risponde alle domande dei giornalisti a margine della settima edizione della Camminata Rosa, che ha portato in Irpinia tantissime malate oncologiche, guerriere in lotta per la vita, volontarie delle Amdos e Amos e delle altre associazioni che collaborano con il senologo Carlo Iannace per promuovere screening gratuiti ed itineranti in tanti comuni, per la prevenzione del cancro al seno.
« È un appuntamento importante che ci fa piacere sostenere. Sono qui anche in rappresentanza del Governatore Vincenzo De Luca - ha detto Bonavitacola -. Questo evento, fortemente voluto dal dottor Carlo Iannace è diventato un riferimento per tutta la regione e in questo periodo assume un significato molto particolare. Vedere questo bel fiume in rosa ci fa lasciare alle spalle i ricordi bui dell’ultimo periodo e ci fa ben sperare. Un assaggio di ritorno alla vita. Quello di oggi non è solo un giorno di festa ma anche di riflessione, perché quello della prevenzione resta un tema delicato. È importante riannodare la sanità al territorio e recuperare la medicina di base». Il vicepresidente ha risposto anche alle domande sulla riorganizzazione del sistema sanitario territoriale. «Occorre rilanciare con forza, attraverso i distretti sanitari, un rapporto stabile tra la rete sanitaria ed il medico di base. Probabilmente questa figura un po’ ibrida - che ha un rapporto di lavoro ma che in qualche modo è un libero dipendente - andrà riformata anche a livello nazionale, proprio per esaltare il suo ruolo di prossimità e di raccordo tra le famiglie e la sanità locale». Da qui, l’importanza di orientare le prossime azioni su una medicina del territorio: «Che non significa avere un ospedale in ogni comune - ha precisato Bonavitacola - la rete ospedaliera deve essere razionalizzata, specializzata e diversificata. Per medicina del territorio dobbiamo intendere in primo luogo il sistema della medicina di base, del medico di base che è il raccordo con la rete. La rete poi deve offrire servizi adeguati e diversificate sul territorio in base alle vocazioni del territorio stesso. Serve un approccio razionale alla questione e meno polemiche”.
