Sta diventando un quartiere di confine, fuori dalla pianta urbana di Avellino e sempre più vicino dal territorio comunale della vicina Capriglia. Una sorta di enclave abbandonato a se stesso, senza un futuro. Parliamo di Picarelli, rione popoloso del capoluogo irpino tanto da essere considerato a tutti gli effetti una sua frazione ma, evidentemente, non un nucleo urbano da tutelare e far crescere al pari di altre zone della città.
Le ultime proteste sono proprio di questi giorni, e riguardano i ritardi nella costruzione degli alloggi popolari (ormai sono passati due anni dalla sospensione dei lavori dopo il fallimento dell’impresa edile), la situazione delle strade (tra buche e avvallamenti completamente da rifare) e la riduzione delle corse dei pullman che portano in centro (l'articolo completo sull'app di Ottopagine, scaricala gratis su Apple store e Google play). Del resto sembra quasi che Picarelli sia stata dimenticata dall’amministrazione comunale.
Ma in questi giorni c’è un’altra domanda che in molti, legittimamente, si fanno: che fine ha fatto il progetto di “Edilizia Pubblica Abitativa” presentato in Regione Campania, il “Social housing Picarelli”? Un piano da circa 9 milioni di euro...
Alessandro Calabrese
