E' un hotel improvvisato. In pieno centro. Senza permessi e autorizzazioni. E con l'unico, deprecabile, via libera: quello delle istituzioni assenti. Nel Mercatone abbandonato, spuntano alloggi e giacigli di senza tetto, disperati, barboni. Ci sono ancora discariche a cielo aperto con tanto di igiene abbandonati, piuttosto che parti d’auto, parafanghi e tanto altro ancora. Lo testimoniano le foto scattate da Gaetanina Nazzaro e pubblicate sul gruppo Facebook “Non sei irpino se…”. Cittadina esemplare ancora una volta immortala, stigmatizza quanto accade in città. Storture e ingiustizie, impossibili casi urbani che nelle sue foto gridano allo scandalo. Ancora una volta affiora in tutta la sua drammaticità il caso di un gigante malato abbandonato al suo destino. Grand Hotel Mercatone lo chiamano in tanti visto che fioriscono al suo interno vere e proprie città nella città, di senza tetto e senza nome. Ma intanto arrivano i fondi e parte il restyling delle aree esterne del Mercatone. In soldoni significherà l’apertura in città di nuovi cantieri per realizzare opere a servizio, interventi di riassetto, ristrutturazione e restyling. Ma non solo tra i lavori previsti anche quelli di allaccio della rete fognaria tra centro e periferia sud. Risultato? Transenne e chiusure in via Nappi e zone circostanti con il caos che avanza e la città che diventa una prigione di smog e sensi vietati, piazze chiuse e strade impraticabili. Il Mercatone si rifà il trucco insomma, ma resta il mostro di cemento e mattoni abbandonato da anni, ricettacolo di rifiuti e ricovero per barboni ed extracomunitari.
Tra Mercatone, abbandonato da anni, dimora di senza tetto o porto franco per temerari a caccia di rame, primo tratto di via due Principati chiuso da tempo immemore per le lungaggini e gli intoppi burocratici legati al tunnel, si può dire che la zona che dal ponte della Ferriera porta al quartiere San Tommaso sia quella più dimenticata della città. Come se ci fosse un muro immaginario che esclude un intero quartiere dalle dinamiche cittadine. Ecco perché gli oltre tre milioni di euro per la riqualificazione urbana ed ambientale delle sue aree di accesso e viabilità, il parcheggio, i sottoservizi e il restauro della fontana di Grimoaldo, in aggiunta al rifacimento dei marciapiedi di via San Leonardo, appaiono una spesa clamorosamente inutile. Un intervento costoso della durata stimata di 4 mesi, per sistemare solo l’esterno, dunque, di una struttura ormai fatiscente che non ha mai assolto alla sua originaria funzione: quella di essere un grande e attrezzato centro commerciale nel cuore della città, piuttosto che il centro servizi.
E in più c’è l’arrivo di una ascensore avveniristica, che sembra un missile a vedere il progetto almeno secondo i commenti spuntati sul social, che dovrebbe servire per collegare il piano di piazza del Popolo con quello del Mercatone. A completare la situazione già disastrosa contribuiscono i furti di importanti elementi costruttivi della struttura. In particolare vengono trafugati gli elementi in rame che costituiscono la copertura. La rimozione, eseguita da poco, della pavimentazione della piazza realizzata sulla copertura dell'edificio, ha inoltre determinato un grave ed irreversibile danno a tutto il manto di guaina, che dovrà anche esso essere rimosso.
Eppure, come suggerisce il nome, il “Mercatone” era destinato a diventare il polo dell’economia avellinese, un centro commerciale ante litteram nel bel mezzo della città, promettente attrazione per l’intera Provincia e fonte di numerosi posti di lavoro.
Purtroppo, però, ci si accorse presto che quell’ecomostro (come lo definì la giornalista Paola Baruffi in un servizio per Ballarò del giugno 2012), non sarebbe mai stato in grado di assolvere alla funzione per cui era nato. Allora, non potendo abbattere chili di calce e mattoni, si decise di riqualificarlo, rendendolo sede di uffici pubblici.
Questa innocente decisione costò 8,5 milioni di euro, ma anche gli uffici, a oggi, non sono mai stati pienamente sfruttati. Pare strano che quest’area sia diventata terra di nessuno, pur trovandosi a due passi dalla sede del Comune.
L’unica funzione cui il “Mercatone” riesce ad assolvere è quella di rifugio e dormitorio per drogati e senzatetto. Tra quelle mura si trova di tutto, come mostrano vari reportage fotografici: televisori, brande, scarpe, vestiti, carcasse di animali. La struttura pullula di una nuova vita. La cosa più triste è che gli avellinesi non si riconoscono più nella loro città.
Simonetta Ieppariello
