Esproprio della Dogana, a chi spetta il restauro delle statue?

Un altro ostacolo per il Comune in quanto le figure in pietra sono vincolate alla facciata

Avellino.  

Esproprio della Dogana, c'è anche l'ostacolo delle statue. In attesa di chiarire se siano di proprietà della famiglia Della Valle o dello Stato, c’è da sciogliere un altro nodo per il Comune: le figure in pietra ornamentali dell’antico palazzo sono vincolate alla sua facciata e nulla può essere effettuato senza ricomprenderle nel progetto di ristrutturazione e riqualificazione, dunque, come comportarsi?

Per l’amministrazione comunale di Avellino, che lo scorso 10 settembre ha avviato ufficialmente la procedura di esproprio mediante la notifica dell’atto di occupazione per la salvaguardia della pubblica incolumità, un altro ostacolo che si aggiunge a quello del sequestro della struttura da parte della magistratura (articolo completo sull'app di Ottopagine). 

Un problema concreto, in quanto le statue, da diversi anni custodite nel deposito dei Beni Culturali, dovranno seguire, in parallelo, la stessa strada del recupero per continuare ad essere un tutt’uno con l’edificio. Ciò che bisogna capire, dunque, è se il restauro delle stesse dovrà essere svolto a spese del Comune, che sta provando ad acquisire la proprietà del Palazzo della Dogana, o dello Stato, trattandosi, in ogni caso di beni architettonici e culturali di grande pregio.