Attraversa 300 metri in vespa sui binari mentre trenta metri più sotto scorre ripido il fiume Calore. L’avventura di Flaviano Oliviero, mercoglianese doc, da sempre innamorato delle due ruote.
«Sono arrivato a Ponte Principe – racconta Flaviano – da Lapio, attraversando la strada ormai cancellata dai rovi e dalle sterpaglie che collega il borgo alla vecchia stazione. Salito sul ponte, a trenta metri d’altezza, con il fiume che scorreva in basso, confesso di avere avuto tanta paura. Anche perché, quando passavo sui binari, le botole in basso si sollevavano. Ma ormai, non potevo più tirarmi indietro. In sella si ballava di brutto, ma mi sono fatto coraggio e ho continuato ad andare avanti»
E no, fermarsi proprio non poteva. Flaviano, infatti, ha deciso di compiere l’eclatante gesto (il video è visibile a questo link) per scuotere l’opinione pubblica sulla questione relativa all’abbandono della tratta Avellino–Rocchetta Sant’Antonio.
«La tratta può Possono rappresentare un’importante occasione di sviluppo per l’Alta Irpinia se inserita in un progetto turistico più ampio che miri a valorizzare la nostra terra. Se sono salito lassù, è stato anche per gridare forte e chiaro che l’Irpinia e gli Irpini ci sono e pretendono di essere ascoltati. Ora voglio portare sui binari 120 vespisti provenienti da tutta la regione Campania in occasione del 25 ottobre, quando con Pietro Mitrione e la sua associazione In Loco Motivi, festeggeremo i 120 anni dell’Avellino-Rocchetta. Spero rispondano in tanti al mio appello. La ferrovia vive ancora»
Andrea Fantucchio
