Gridelli: un nanofarmaco contro il tumore al polmone

Al congresso di Vienna, a relazionare sulla scoperta, il primario di Oncologia del Moscati

L'Italia ricopre un ruolo di primo piano contro uno dei tumori più insidiosi: quello al polmone, tipico dei fumatori. Lo studio sarà presentato oggi a Vienna, al Congresso europeo sul cancro, dall'oncologo Cesare Gridelli, direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell'Azienda Ospedaliera 'Moscati' di Avellino e presidente della Associazione Italiana Oncologia Toracica.
Durante l'incontro sarà presentata quella che da più parti viene definita la nuova “arma” contro il tumore al polmone "squamoso". Si tratta di un innovativo nanofarmaco (nab-paclitaxel) grazie al quale, secondo recenti studi, il tumore si riduce nel 41% dei pazienti. Il farmaco è ora ai nastri di partenza la sperimentazione, guidata proprio dall'Italia, per utilizzare la nuova molecola anche come terapia di mantenimento per tenere sotto controllo il cancro. “Il nanofarmaco – spiegano le agenzie - ha già dimostrato di far regredire il tumore del polmone nel doppio dei pazienti rispetto al trattamento standard e oggi potrebbe dunque rappresentare una svolta anche come terapia di mantenimento, successiva alla chemioterapia iniziale, cercando di migliorare così in maniera significativa la sopravvivenza proprio in una delle forme più aggressive, tipica dei fumatori. E' quanto vuole dimostrare lo studio internazionale di fase III, 'Abound', avviato con il coinvolgimento di 300 pazienti e di cui si parla oggi al Congresso europeo sul cancro in corso a Vienna”.

"Le prospettive aperte da nab-paclitaxel, associato a carboplatino, - spiega il professore Gridelli all'Ansa -, un altro farmaco chemioterapico, stanno già cambiando la terapia standard”. Risultati che allo stato hanno dimostrato “una regressione delle dimensioni del tumore nel 41% dei pazienti e per questo – conclude direttore del Dipartimento di Onco-Ematologia dell'Azienda Ospedaliera 'Moscati' di Avellino - abbiamo deciso di verificare con un altro studio l'efficacia della molecola come terapia di mantenimento successiva alla combinazione. Oggi, in questo tipo di tumore del polmone, dopo 4/6 cicli di chemioterapia si sospende il trattamento e la sopravvivenza è di circa un anno. Stiamo verificando in questo studio se la terapia di mantenimento è invece in grado di mantenere il risultato ottenuto con la chemioterapia iniziale, con prospettive importanti”.

redazione