Anziani vivono in auto e per strada. La casa datela a loro

Vivono per strada e sotto i ponti ...

Anziani dimenticati. Nessuno si ferma ad ascoltarli davvero e lentamente si lasciano morire ...

Avellino.  

Uno vive da quarant’anni sotto un ponte in riva al Fenestrelle, l’altro in auto di fronte al parcheggio dello stadio. Antonio, ottant'anni, Mario, sessantatré, in comune un destino davvero sventurato: anziani, abbandonati a se stessi, a loro nessuno pensa più. Senza casa e senza sostegno, in un’età della vita nella quale essere autosufficienti è difficile. A volte impossibile. Le istituzioni latitano, e se si muovono, lo fanno solo quando i media danno risalto alla tragedia del giorno, per poi sparire un attimo dopo. Nessuno si impegna davvero per assistere questi anziani, privi di una famiglia che può badare a loro. C’è chi continua a lavorare oltre l’età pensionabile, per supportare i figli che non lavorano, e poi ce ne sono tanti altri che vivono all’addiaccio, per strada, dove capita. Stipati sul seggiolino di un auto, rannicchiati come cani, fra le buste della spesa, come un essere umano e, soprattutto un anziano, non dovrebbe mai vivere. Come vive Antonio che è ancora lì, vicino a quel parcheggio, rifiutando l’elemosina, chiedendo disperatamente un'abitazione. O come Mario, disteso fra i cartoni, in compagnia dei suoni cani, mentre l’umidità del fiume comincia a farsi sentire. Il freddo è sempre più pungente e l’inverno sempre più vicino. Nel nostro capoluogo si discute del riutilizzo delle scatole vuote. A proposito della gestione sempre più difficoltosa degli immigrati in arrivo. Tutto giusto, tutto esatto. Ma non dimentichiamoci di chi chiede aiuto ai bordi dei nostri marciapiedi. A chi implora disperatamente un'abitazione per non morire. Non possiamo dimenticarli. La casa datela a loro. (L’articolo completo continua sulla App di Ottopagine. Scaricala subito gratis per Apple e Android e ricevi ogni giorno tutte le notizie aggiornate)

Andrea Fantucchio