"La riduzione dei trasferimenti alle Regioni è l’unico vero pilastro su cui fonda il decreto legge Enti Locali da cui derivano i provvedimenti della 'Appropriatezza prescrittiva' che si cerca di far passare come recuperi di sprechi i cui costi tra l’atro non sono individuati ne specificati". Così in una nota congiunta a firma di Luigi Simeone UIL Avellino-Benevento e Ugo Petretta Segretario Uil Fpl. "Non si tratta di provvedimenti che interpretano le esigenze dei pazienti ne tantomeno si pongono dalla parte dei lavoratori del servizio sanitario e men che meno dei medici, ma solo un maldestro tentativo di fare cassa sulla sanità svolgendo il compito a casa che la manovra finanziaria indica al ministro della salute che da brava scolara compone con la giusta dose di propaganda caratteristica della fase politica che il Paese sta subendo. La Uil a tutti i livelli e con tutte le sue espressioni è fortemente contraria al metodo che applica ancora tagli lineari sugli enti locali ( su cui alcune regioni stanno proponendo ricorso), e nel merito che determina non solo un grave abbassamento dei servizi, ma rischia oltretutto di incrinare il rapporto di fiducia e di affidamento alla base del sistema di relazioni tra famiglia e medico. Non pensiamo –continua la nota congiunta di Simeone e Petretta (Segretario della Funzione Pubblica UIL FPL) che gli sprechi nella sanità non ci siano, ma consideriamo quelli delle prescrizione mediche un aspetto estremamente marginale se non pretestuoso per celare ben altre diseconomie “politiche “ che invece permangono e nessuno vuole affrontare. Gli operatori della sanità non vanno perseguiti o allertati per poterlo essere in caso di prescrizioni che si ritiene economicamente eccessive, se un medico dovesse scegliere tra la prescrizione di un esame per operare una giusta diagnosi e rischiare di essere perseguito, o esimersi dal farlo e rischiare la salute del suo paziente, siamo certi che correrà il rischio della persecuzione a salvaguardia della salute del suo assistito, ma ciò non è ne giusto ne onesto non potendo la politica contare sempre sulla altrui sensibilità. L’abbassamento dei livelli di assistenza non è da scaricare sugli operatori del servizio sanitario nazionale, e non c’è bisogno di sobillare ricorsi, cause e denunce che costano al SSN e arricchiscono procacciatori di affari che troppo spesso girano anche tra i reparti e non come degenti".
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