“Ho due bambini. E’ per mantenerli che ho scelto questa vita. Ho provato con altri lavori, ma i soldi non bastavano. Non che adesso navighi nell’oro, ma almeno riesco a non far morire di fame la mia famiglia". L’incontro con Marika, nome di fantasia, non era previsto: eravamo venuti a Pianodardine su segnalazione di una donna esasperata dalle prostitute che vedeva fare i propri bisogni e lavarsi all’aperto, a poca distanza dalla scuola primaria dove è iscritto suo figlio”.
“Abito anch’io a Pianodardine - racconta Marika - mi prostituisco da due anni. Non ho mai avuto qualcuno alla spalle, l’ho sempre fatto per necessità. In questa zona siamo in tre, due italiane e un’ucraina”.
Ci troviamo nei pressi dell’ormai dismesso asilo comunale. Uno dei tanti non luoghi della periferia est di Avellino, che si estende da Pianodardine fino a Picarelli. Una porzione di città vittima dei fumi dell’Isochimica, invasa dal puzzo maleodorante degli scarichi delle fabbriche attive nei dintorni. Fra scatole vuote divenute ricettacolo di degrado e ricovero per senza tetto, e le mani della criminalità che agisce indisturbata. In questo scenario, ci sono storie come quella di Marika, racconti di donne la cui dignità è stata accartocciata dal bisogno e da un destino infausto.
Andrea Fantucchio
