Da cinque mesi, il notaio Fabrizio Pesiri del Comitato Civico Irpino porta avanti una battaglia pubblica per migliorare il sistema dell’emergenza sanitaria, con un’attenzione particolare alla tutela dei pazienti più fragili. Una battaglia che non si limita alla denuncia, ma che propone soluzioni concrete.
«In questi mesi – spiega Pesiri – abbiamo cercato di chiarire un punto fondamentale: il sistema dell’emergenza non può riguardare solo il pronto soccorso. Il pronto soccorso è la punta dell’iceberg, ma l’intera filiera dell’emergenza deve coinvolgere tutti i reparti e tutte le strutture, soprattutto se parliamo dell’ospedale Moscati di Avellino. E, ancora più in generale, il problema è regionale».
Secondo Pesiri, l’assenza di una reale integrazione tra i pronto soccorso della Campania genera un effetto a catena: «Se le strutture non funzionano in modo omogeneo e non dialogano tra loro, è inevitabile che si creino flussi migratori di pazienti da una provincia all’altra, nella speranza di “sbarcare” nella struttura più efficiente».
La priorità, dunque, è mettere realmente a sistema i pronto soccorso regionali: «Metterli a sistema significa farli funzionare e farli dialogare. Solo dopo si può intervenire, all’interno del Moscati, per rendere efficiente una vera filiera dell’emergenza che parta dal triage e coinvolga attivamente i reparti, soprattutto sul piano dell’umanizzazione delle cure».
Pesiri sottolinea come, nonostante le proposte avanzate in questi mesi, poco o nulla sembri essere cambiato: «Non ci siamo limitati a criticare. Abbiamo proposto soluzioni in modo umile, ma la situazione, soprattutto per i pazienti fragili, resta drammatica».
Proprio i fragili rappresentano, secondo Pesiri, il vero punto critico del pronto soccorso: «Sono anziani o persone con patologie complesse, che non riescono a interloquire o a difendersi. Sono loro che più di tutti subiscono le conseguenze di un sistema che non funziona».
In molte strutture più avanzate esiste già una risposta: il Codice Argento. «È un percorso dedicato – spiega – che garantisce al paziente fragile un’assistenza autonoma, un monitoraggio continuo e la presenza di un caregiver. Senza questo supporto, dopo poche ore il paziente anziano va incontro a smarrimento e peggioramento delle condizioni cliniche».
Il giudizio sulla gestione regionale dell’emergenza è netto: «La Regione Campania è in drammatico ritardo. Ha adottato i protocolli nazionali sulla gestione dei pronto soccorso con sei anni di ritardo e non ha vigilato sulla loro applicazione. A valle, il risultato è il collasso del sistema».
Pesiri chiede quindi un intervento deciso: «Serve una vigilanza reale sul sistema emergenza e sulla qualità dei piani di gestione del sovraffollamento. Allo stesso tempo, invitiamo i dirigenti delle singole strutture a fare la loro parte».
Infine, l’appello alla politica regionale: «Attendiamo un intervento concreto. Sono fiducioso che il presidente Fico, che ha posto la tutela dei pazienti fragili tra le priorità del suo mandato, possa essere presente e fare tutto ciò che è nelle sue possibilità».
