"Oggi desidero condividere alcune riflessioni sulla politica di Avellino, la mia città. Ho sempre mantenuto qui la mia residenza, anche negli anni in cui vivevo altrove ed ero stato eletto in altri territori, per gran parte della mia lunga esperienza parlamentare. Oggi sento una responsabilità ancora maggiore nel prendere la parola, considerando che nell’ultima elezione ho ricevuto anche il sostegno degli avellinesi. Così Gianfranco Rotondi commenta la fase di stallo del centrodestra avellinese nella scelta del candidato
Sindaco:
Leggo sulla stampa che mi viene attribuito un ruolo nella preparazione delle prossime elezioni comunali, previste per maggio dopo la sfiducia votata dal Consiglio comunale al sindaco Laura Nargi, eletta appena un anno fa. Si parla di me come di un mediatore, senza che nessuno mi abbia mai affidato formalmente questo compito. La scelta dei candidati e delle alleanze spetta ai partiti del centrodestra, che oggi sono solidamente organizzati anche in Irpinia.
Non ho difficoltà a ribadire pubblicamente ciò che ho già espresso in privato ai dirigenti del centrodestra e ai candidati sindaci attualmente in campo. Lo faccio con chiarezza, senza ambiguità, affinché resti agli atti.
A mio avviso, queste elezioni non si sarebbero dovute celebrare. Avellino aveva un sindaco scelto dai cittadini, ed era giusto consentire a Laura Nargi di completare il mandato, per poi rispondere del proprio operato davanti agli elettori. La caduta dell’amministrazione è stato un errore. Da quell’errore discende il diritto di Nargi a ricandidarsi, così come lo stesso diritto spetta al suo predecessore, Gianluca Festa, che in seguito ha contribuito alla sua sfiducia.
Entrambi, tuttavia, sono stati candidati alle elezioni regionali con il centrodestra: questo dovrebbe rafforzare in loro lo spirito di squadra, elemento decisivo per il successo della coalizione.
Avellino è storicamente una città di centrosinistra. Lo hanno confermato le ultime elezioni regionali e, ancor prima, le politiche, quando il centrodestra ha prevalso nell’intero collegio tranne che nel capoluogo. In città il centrodestra non ha mai vinto. In politica esiste sempre una prima volta, ma per riuscirci occorre crederci davvero e proporre un candidato capace di unire l’intera coalizione.
Mi viene attribuita una funzione di mediazione. Se davvero potessi esercitarla, suggerirei a entrambi i protagonisti dell’area di centrodestra un gesto di responsabilità: un passo indietro da parte di entrambi, per sostenere insieme una figura nuova. Gianluca Festa e Laura Nargi, con una scelta di questo tipo, potrebbero contribuire concretamente a dare al centrodestra una possibilità reale di vittoria, o quantomeno di competere fino in fondo. Diversamente, si rischierebbe uno scontro fratricida difficilmente destinato a tradursi in un successo al ballottaggio, per chiunque dei due vi accedesse.
La mia è, naturalmente, un’opinione personale. Non rappresenta una critica alle candidature di Festa e Nargi, entrambe autorevoli e legittime. Per quanto mi riguarda, sarò al fianco del centrodestra in una battaglia unitaria e, ancor più nel mio ruolo parlamentare, a disposizione di chiunque sarà eletto sindaco di una città che ha bisogno della massima coesione della propria classe dirigente per affrontare con determinazione le sfide del risanamento e del rilancio.
