Si è svolta ad Avellino l’assemblea della Cia, un importante momento di confronto per il mondo agricolo del territorio, che segna la conclusione di un ciclo di quattro anni e l’avvio di una nuova fase di impegno e progettualità.
Nel corso dei lavori, il commissario regionale e presidente Cia Avellino Stefano Di Marzo ha sottolineato come l’appuntamento rappresenti non solo un passaggio organizzativo, ma anche l’occasione per rilanciare la visione strategica dell’agricoltura irpina e campana alla luce delle sfide future.
A novembre, la delegazione della Cia è stata a Roma per approvare il documento programmatico della Cia agricoltori Italiani, un testo prospettico nel quale la comunità confederale si riconosce per i prossimi anni.
Si tratta di un documento che ripercorre la storia e l’azione della Confederazione e che, a quasi cinquant’anni dalla fondazione del 1977, restituisce un quadro sorprendentemente attuale: temi come “la terra a chi lavora la terra”, il contrasto alla rendita fondiaria passiva, la dignità delle aree interne, il giusto reddito per gli agricoltori, l’accesso al credito e alla terra restano ancora oggi centrali.
Tra le priorità indicate vi è la volontà di recuperare e rafforzare la collaborazione lungo tutta la filiera agroalimentare, elemento indispensabile per garantire valore aggiunto alle imprese agricole e maggiore equilibrio nei rapporti di mercato.
L’agricoltura vive una fase di grande complessità segnata da dinamiche geopolitiche, economiche e climatiche che incidono profondamente sul comparto.
A ciò si aggiungono i divari infrastrutturali tra Nord e Sud e tra aree costiere e aree interne, oltre alle criticità legate ai cambiamenti climatici e alla gestione delle risorse naturali, a partire da acqua, suolo e disponibilità alimentare.Il documento programmatico dedica ampio spazio all’agricoltura del domani: chi oggi opera nel settore non si muove in modo estemporaneo, ma lungo una direttrice costruita nel tempo.
Sarà necessario adottare nuovi strumenti, tecnologie e tecniche produttive, capaci di coniugare sostenibilità, innovazione e competitività.
Particolare attenzione è stata riservata alle aree interne, che dovranno evolvere verso un modello multifunzionale: produzione agricola, trasformazione dei prodotti, servizi energetici attraverso le comunità energetiche, accoglienza, turismo rurale e capacità di diventare poli attrattivi per le comunità locali.
All’assemblea hanno preso parte, portando il proprio contributo istituzionale, il vicepresidente della Commissione Agricoltura della Regione Campania Francesco Picarone, l’on. Maurizio Petrarca, il dirigente dell’Assessorato regionale all’Agricoltura Claudio Ansanelli e il direttore generale della CIA – Agricoltori Italiani Maurizio Scaccia.
L’assemblea ha rappresentato un momento di sintesi e rilancio: dalla continuità dei valori storici della Confederazione alla necessità di affrontare con strumenti nuovi le sfide della transizione agricola, per garantire reddito, dignità e futuro alle imprese e ai territori.
