I farmaci che curano l'obesità ma che causano danni estetici: ecco cosa fare

Di fronte a questi effetti molti pazienti si rivolgono alla medicina o alla chirurgia estetica

i farmaci che curano l obesita ma che causano danni estetici ecco cosa fare

Questi problemi estetici sono particolarmente evidenti quando la perdita di peso è stata molto rapida...

Avellino.  

Zigomi larghi, gote come piccole nuvole, labbra carnose, e mento leggermente ricurvo: si tratta dell’immensa varietà di opere d’arte (pittura, scultura) che ha traversato l’antichità. E tutte, o quasi tutte, mettono in risalto l’opulenza e la voluttà degli eroi dell’Olimpo. Si tratta in parte di una rappresentazione dettata dalla natura: è proprio al grasso nascosto nel derma che il nostro fascino attinge, e poi esso rappresenta la nostra età. Quando questo grasso si scioglie, si formano delle zone vuote, gli occhi e le labbra sembrano galleggiare nel mezzo di un oceano di pieghe. Il viso magro è un marchio di malattia o di senescenza.

Stiamo parlando del problema di molti pazienti la cui obesità è trattata con gli analoghi di GLP-1 e GIP. In verità, grazie a questi trattamenti, le persone obese perdono di chili e guadagnano anni di vita, al prezzo però della comparsa il più delle volte di danni della pelle, come strie, solchi, rughe, marche che i media anglofoni raggruppano sotto il termine di “Ozempic face”, “Ozempic ass”, o ancora “Ozempic breast”, a riguardo del viso, dei glutei, e del seno.

Parliamo di un analogo dei recettori GLP-1. Analoga critica riguarda naturalmente anche l’analogo di GLP-1 e GIP, Tirzepatide, in commercio conosciuto con il nome di Mounjaro. Di fronte a questi effetti molti pazienti si rivolgono verso alla medicina o alla chirurgia estetica.

Lo scorso anno l’ambulatorio “Boston Consulting Group” cifrava a due miliardi di dollari la domanda supplementare totale generata da questi nuovi farmaci da ora al 2029. Il fenomeno è tale da rappresentare nel mondo la crescita del 3% circa di alcuni prodotti iniettabili. Questi problemi estetici sono particolarmente evidenti quando la perdita di peso è stata molto rapida. In questi casi una parte del collagene e dell’elastina, composti centrali nell’aspetto del derma, sparisce.

Per compensare, gli specialisti propongono una serie di interventi come le protesi per il seno e l’innesto di grasso. Sono disponibili prodotti iniettabili stimolatori biologici e l’acido ialuronico. Esistono, allo scopo, anche tecniche con l’impiego della radio-frequenza.

Un altro problema è quello dei pazienti che, interrompono il trattamento dimagrante, che poi riprendono di fronte alla ripresa del peso corporeo (e si tratta forse del 70% delle persone), sottoponendo in questo modo la pelle a una ginnastica micidiale di tira e molla, che sfocia nell’avvizzimento totale e irreparabile dell’organo.

Questo articolo non vuole scoraggiare l’impiego dei farmaci di cui sopra, che rappresentano uno strumento prezioso per la terapia del diabetico obeso e con problemi cardiovascolari e/o renali, strumento largamente utilizzato nei nostri ambulatori. L’approccio deve essere multi-disciplinare, condotto da personale medico e paramedico che sia in grado di scovare i loci di accumulo di grasso che, soprattutto a livello degli organi interni, rappresenta un importante fattore di rischio quoad vitam e quoad valetudinem.

Inoltre, per limitare al minimo gli effetti collaterali di cui sopra, occorre aggiungere un appropriato regime alimentare guidato da un nutrizionista, ed un’attività fisica che tenga conto dello stato cardiovascolare e muscolare del paziente, in modo tale che non si verifichi una sarcopenia (perdita della massa muscolare), altro possibile effetto collaterale degli analoghi in questione.