Alcolismo, ecco gli studi sulle nuove cure: così migliora la qualità della vita

Persone trattate con analoghi del GLP-1 o del GLP-1 più GIP, provano un senso di nausea o di rifiuto

alcolismo ecco gli studi sulle nuove cure cosi migliora la qualita della vita

Gli scienziati ignorano cosa potrà accadere all’interruzione delle terapie...

Avellino.  

Vengono descritti casi di persone che, trattate con analoghi del GLP-1 o analoghi del GLP-1 più GIP, provano un senso di nausea e di rifiuto di fronte alle bevande alcoliche, assunte precedentemente in abbondanza, anche fuori dei pasti. Il fenomeno si accentua con il passare delle settimane di trattamento.

Il fatto è documentato sempre meglio nella letteratura. Uno studio pubblicato all’inizio del mese di maggio dalla prestigiosa rivista scientifica “The Lancet” conferma queste testimonianze. Sono stati reclutate dagli investigatori un centinaio di persone obese che si auguravano di curare il loro alcolismo. Con l’aumento delle iniezioni degli analoghi progressivamente diminuiva il desiderio di consumare alcolici. E ciò in modo più marcato rispetto a coloro trattati con un placebo.

Durante i sei mesi di controllo, con il diminuire del consumo di alcolici, è migliorata anche la qualità di vita.

Questo studio è un segnale molto positivo e promettente, ma gli interrogativi restano numerosi. Questi studi randomizzati e in doppio cieco non son i primi ad osservare tali effetti.

Lo scorso anno, un’esperienza in fase 2, pubblicata nella rivista scientifica “JAMA Psychiatry”, aveva già dimostrato delle riduzioni del consumo di alcolici in persone che avevano rifiutato di trattare le loro dipendenza. Nel 2022 una prima esperienza era stata realizzata con un analogo chiamato Exenatide, farmaco precursore e della stessa classe di quelli di cui sopra. I risultati evidenziavano una forte riduzione del consumo di alcol, in particolare nei pazienti con la maggiore massa corporea.

Come segno dell’attesa riguardo questi trattamenti, 13 esperienze di fase 2 che implicano gli analoghi di GLP-1 sono in corso. E a voler credere alla presa di posizione delle riviste scientifiche, dei medici un po' dappertutto nel mondo hanno già cominciato ha trattare con i farmaci di cui sopra i pazienti più difficili.

Come lo sottolinea una rivista pubblicata nel 2004 nella “Pharmacological Research”, molti studi sull’animale lasciano pensare che gli analoghi di GLP-1 e di GLP-1 più GIP agiscono direttamente sul sistema di ricompensa, impedendo il “craving”, questo fortissimo desiderio di bere. Alcuni risultati del 2022 hanno dimostrato nell’uomo una più debole attivazione di questi neuroni responsabili del desiderio e del piacere. Tutto questo al cospetto di immagini di cocktails.

Allo stato, gli scienziati non spiegano esattamente il fenomeno. Ma delle piste emergono. I farmaci in questione imitano il glucagone, ormone legato alla sazietà. Per lungo tempo si è pensato che solo l’intestino potesse produrne, ma le ricerche attuali dimostrano che queste sostanze sono presenti e prodotte nel cervello, e notoriamente, nelle regioni associate al sistema di ricompensa. L’ipotesi è confermata anche nei topolini, secondo dei lavori pubblicati nella rivista scientifica “Nature” nel maggio 2026. Zyad Al-Aly, professore all’università Saint-Louis (Washington), ha pubblicato nel marzo 2026 nella rivista scientifica “British Medical Journal” le sue esperienze sui veterani dell’esercito affetti da alcolismo, documentando che i trattamenti anti-obesità con gli analoghi di cui sopra riducevano la dipendenza all’alcol.

Nell’ottobre 2025, uno studio apparso sulla rivista scientifica “Scientific Reports” ha dimostrato che il rallentamento della digestione provocato dagli analoghi contribuiva a ridurre l’assorbimento degli alcolici e dunque la sensazione di ebbrezza. Degli studi dimostrano anche un effetto sul consumo di tabacco e di cocaina, ed anche una riduzione della dipendenza al gioco di azzardo. Problemi. Gli scienziati ignorano cosa potrà accadere all’interruzione delle terapie.

E se di rimbalzo il desiderio per l’alcol diventa più ossessivo di prima? E poi queste terapie che, non dimentichiamo, sono per l’obesità che effetto avranno sugli alcolisti sottopeso? E quale molecola è la più adatta? Semaglutide, liraglutide, o tirzepatide? O qualche altra molecola che sta per essere immessa sul mercato?. Vi è del cammino ancora da percorrere. Si deduce che è impossibile generalizzare. Ogni caso è un caso a se, da valutare con la massima attenzione e competenza.