“Valeria Solesin, è una vittima di guerra e come tale vanno ricordate non per un solo giorno, ma per tutta la vita. E’ quale migliore modo per ricordarla, se non attraverso l’intitolazione di una piazza o una strada.” E’ un Felice Vitillo indignano e deluso, dopo il no della città alla sua proposta di intitolare una strada a Valeria, morta tragicamente a Parigi. “Anche il Papa, ha detto che questa è l’inizio della terza guerra mondiale. Valeria è una delle 129 vittime di 14 nazionalità, Valeria ha pagato con la vita il gioco dei grandi. Intitolare una strada a lei, vuol dire ricordare una giovane figlia, piena di vita, di speranza, in un mondo futuro migliore fatto di libertà, uguaglianza, fratellanza, senza barriere tra popoli e confini. A che serve mettere bandiere e volti della Francia sul web. C’è un sentimento di invidia, odio, cattiveria, che fa paura. Rispetto il pensiero di tutti, ma le offese gratuite, quelle no, le rispedisco al mittente.”
Gianni Vigoroso
