Il No della Provincia ai petrolieri

Questo pomeriggio il consiglio provinciale. Porre un argine alle holding dell'oro nero

Avellino.  

Il consiglio provinciale di Avellino ribadirà questo pomeriggio il suo no ai petrolieri. La posizione di Palazzo Caracciolo è stata già espressa - e con forza - in passato. E ora, come ha chiarito in una nota il Comitato civico Notriv di Gesualdo, «la Provincia è direttamente chiamata a definire tutti i percorsi normativi necessari per una coerente attuazione delle prescrizioni contenute nel Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp)».

 

E’ uno strumento, il Ptcp, che qualifica quelle aree nel mirino delle holding petrolifere cone «zone legate alle produzioni viticole e/o oleicole di qualità con un indotto legato alla valorizzazione dell’agroalimentare, del turismo ambientale e culturale». Vietando o rendendo almeno più problematica la ricerca e la realizzazione dei pozzi. Su questi punti la Provincia è chiamata a pronunciarsi in modo chiaro.

Il presidente Domenico Gambacorta ha più volte mostrato sensibilità verso le questioni ambientali, ripetendo di essere contrario all’arrivo dei petrolieri. Molti altri all’interno dell’amministrazione provinciale si sono già espressi e a più riprese contro i pozzi.

 

Tutto questo lascia supporre una nuova e definitiva presa di posizione di Palazzo Caracciolo. Un no che sia anche la base, il punto fondamentale, per il no definitivo, quel no che la Regione non è mai riuscita a pronunciare in modo chiaro. Persa - per bocca dello stesso presidente Caldoro - in una serie di ambigui distinguo, di ardite contorsioni dialettiche, di no seguiti sempre da un ma...

 

Ora basta. E’ il tempo della chiarezza. Che il petrolio non può essere il futuro, ma la rovina delle zone interne non è una ipotesi catastrofista. Basta guardare a poche centinaia di chilometri, direzione Basilicata. Lì il petrolio ha portato inquinamento, nessun aumento dell’occupazione e crollo del prodotto interno lordo. Chiamatela ricchezza.

 

La scelta del consiglio provinciale di Avellino può fare da apripista alle decisioni che dovrebbero essere adottate anche dai colleghi beneventani. Territori, Irpinia e Sannio, che hanno le stesse esigenze, le stesse prospettive, lo stesso possibile sviluppo. Non compatibile, è evidente, con l’incubo che aleggia da qualche anno su queste zone:?quello dei pozzi petroliferi.

di Luciano Trapanese