Malzoni, dipendenti incatenati: protesta sempre più aspra

Incontro informale con il professore Malzoni. L'azienda ha comunicato che i bonifici sono partiti

Avellino.  

Secondo giorno di sciopero dei dipendenti del Gruppo Malzoni, alcuni dei quali si sono incatenati davanti alla struttura sanitaria di Viale Italia. La protesta riguarda ancora una volta due aspetti: quando riceveranno gli stipendi arretrati e cosa c'è in serbo per il loro futuro. Domande alle quali i manager della società non sanno ancora rispondere. Per questo senso di incertezza, sindacati e lavoratori, dunque, hanno manifestato il loro dissenso apertamente anche nel corso di un incontro informale svolto in mattinata con il professore Carmine Malzoni, il quale ha chiesto collaborazione in questa fase così delicata. Promettendo, da parte sua, il massimo impegno per regolarizzare al più presto il dovuto. Sempre in mattinata, poi, l'azienda ha fatto sapere che i bonifici con l'80 per cento dello stipendio di febbraio sono già partiti. E che a marzo si conta di versare, oltre al saldo restante, anche metà della mensilità corrente, in modo da dare una boccata d'ossigeno al personale. Ma per il pregresso bisognerà ancora attendere le autorizzazioni del giudice e lo sblocco dei pagamenti maturati antecedentemente alla data del 28 gennaio. Giorno in cui il Gruppo Malzoni ha presentato istanza di concordato preventivo, aprendo di fatto un nuovo capitolo della vita della clinica.

Alessandro Calabrese