“Siamo schiavi in mezzo alla civiltà. Questo è un disastro, non è vita”. Ad un anno di distanza la CGIL di Avellino presenta un secondo report sulle condizioni di vita degli immigrati in Irpinia. 365 giorni dopo la situazione è sempre la stessa: strutture fatiscenti, pocket money che non vengono consegnati, cibi scadenti e kit per l’igiene distribuiti a singhiozzo. Più di mille immigrati sono ospitati nelle strutture della provincia. “Noi non ci possiamo permettere in questa provincia - sottolinea Antonio Famiglietti, segretario organizzativo CGIL Avellino – di gestire l’accoglienza in questo modo barbaro che non risponde a canoni di civiltà. Da questo punto di vista sollecitiamo anche la stessa procura della Repubblica nella persona del dottore Cantelmo affinché intervenga e ripristini criteri di legalità in questo settore dove troppe persone sono disposte a lucrare”. Da Serino a Contrada, da Venticano ad Ospedaletto d’Alpinolo le testimonianze raccolte stamattina nel salone delle conferenze della CGIL parlano di un’accoglienza insufficiente e di una integrazione, anche lavorativa, che stenta a realizzarsi.
Dramma immigrazione: "Siamo schiavi nella civiltà"
Alla CGIL presentato il report sui centri di accoglienza con le testimonianze dei rifugiati
Avellino.
