Realizzato il sogno di nonna Luigia

Sfrattata da Picarelli con la promessa di una casa nuova era rimasta 10 mesi al Rubilli

Avellino.  

Nonna Luigia finalmente ha una casa tutta sua, in cui cucinare, ritrovare la sua consueta serenità. Per dieci mesi Luigia D’Argenio, 85 anni portati benissimo, ha vissuto nella casa di Riposo Alfonso Rubilli, con la promessa dell’amministrazione di darle una casa nuova. La casa era pronta da mesi e l’amministrazione Foti ha investito 250mila euro per riassettare quei sei appartamenti a contrada Quattrograne da consegnare ai legittimi assegnatari. Mancava la sistemazione allaccio della caldaia che finalmente ieri mattina è avvenuta realizzando il sogno della signora. Eppure Luigia una casa ce l’aveva. Ha vissuto per più di 30 anni nella sua abitazione di via Penta a Picarelli. Poi quei prefabbricati zeppi di amianto il Comune di Avellino ha deciso di abbatterli con la promessa di ricostruire case nuove, più belle e sicure.

 

«Ma ormai dove c’era casa mia ora c’è solo un cantiere abbandonato, tra la rabbia di 12 famiglie che si sono trovate improvvisamente costrette a vivere una odissea. Ma la mia odissea è stata qualcosa di peggio, è stato un calvario tra traslochi, case nuove e dieci mesi lunghissimi, interminabili trascorsi al Rubilli». Nonna Luigia ora è felice. Solo pochi fa con Elio Amodeo presidente provinciale di Assocasa eravamo andata a trovarla al Rubilli, e con gli occhi lucidi ci aveva raccontato come la prospettiva di trascorrere lì la sua vita la rendesse infelice. «Una questione di dignità - racconta -. Io mi sento ancora forte, autonoma.

 

Non volevo continuare a vivere dovendo sempre contare sull’assistenza. Io voglio cucinare, fare le mie faccende ed essere autonoma». Oggi nonna Luigia è stordita ed è impegnata a sistemare le sue cose. «In tutti questi mesi ho temuto che gli abusivi facessero irruzione in casa mia - spiega -. Mentre vivevo il mio calvario temevo per le mie cose comprate con i sacrifici di una vita intera. Oggi finalmente sono qui. Sono ancora stordita, ma felice di iniziare finalmente la mia nuova vita». Dal canto suo Elio Amodeo racconta come da mesi Assocasa sia impegnata nella battaglia di tanti legittimi assegnatari che aspettano di poter avere una casa. «Come chi ancora è costretto a vivere sotto tetti di amianto. Stiamo parlando di mille famiglie che trascorrono la propria vita in fabbricati che non sono case, ma bare».

Simonetta Ieppariello