Crescono i posti letto, riaprono gli ospedali, ma non in Irpinia e Sannio. Con il nuovo piano ospedaliero presentato da Caldoro esultano solo i sindaci di Torre del Greco, Cava dei Tirreni, Scafati, Maddaloni e Oliveto Citra, ovvero i comuni in cui erano stati chiusi cinque ospedali che invece riaprono e rientrano nella rete dell'emergenza.
Non sfugge la tempistica del nuovo piano e nemmeno il fatto che si tratti di comuni amministrati dal centrodestra, ma il Governatore ricandidato assicura: non sono operazioni elettorali, solo il frutto di un lavoro serio e silenzioso.
Ma la girandola di incontri, tavoli tecnici vertici e inaugurazioni che vede impegnato sul fronte della sanità in questi giorni di fine legislatura il presidente della Regione Stefano caldoro fa venire il capogiro e sorgere più di un dubbio.
I piatti forti sono, soprattutto, lo sblocco del turn over e il riordino delle cure primarie e delle degenze.
La novità rispetto al precedente Piano ospedaliero del 2010, si contano sulla punta delle dita. I nodi da sciogliere restano da un lato il reale spostamento di attività sanitarie dall'ospedale ai distretti, affidato alla costituzione di 250 aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e Uccp, dall'altro l'attuazione del Piano di chiusure, e riconversioni di presidi capaci di conciliare tagli ai costi e razionalizzazione delle cure.
Posti letto. Con il nuovo Piano ospedaliero la dotazione di posti letto ammonterà a 19.726 aumentando di 802 unità.
Il punto di forza del piano è la rete dell'emergenza articolata su 32 pronto soccorso attivi, 9 Dea di primo livello e poi 6 Dea di secondo livello, e infine due pronto soccorso a Capri e Roccadaspide in ragione del disagio geomorfologico. Anche i privati apprecidtati entrano nella rete dell'emergenza con la conferma per il Fatebenefratelli di Napoli e Benevento.
Le reti. Ci sono poi le cosiddette reti tempo dipendente. 8 Hub una per provincia per la rete Strocke dell'Ictus, 12 unità Spoke di cui una sola per Avellino e Benevento posizionata ad Ariano Irpino. Quindi 37 Utic per la cardiologia di cui 19 con emodinamica interventistica. A completare l'offerta delle reti ci sono i Trauma center. 3 gli Hub di II livello, 6 Hub di I livello.
La rete neonatale. I 54mila parti l'anno in campania per essere sicuri dovranno essere concentrati nei punti nascita più attrezzati. La soglia di efficienza dagli attuali 500 parti l'anno scende a 10 parti l'anno equiparandosi allo standard ministeriale. La deroga è prevista solo per Ariano Irpino, Sapri e Vallo della Lucania.
Riabilitazione e lungodegenza. Potenziati i posti letto: dei 2290 posti in totale 2187 sono per la riabilitazione e 803 per la lungodegenza post acuzie.
