Maledetto Mercatone, ucciso dal gelo. Era già morto un uomo lì

Esattamente 10 anni fa un altro senza tetto era morto nel ricovero dei disperati di Avellino

Avellino.  

 

di Simonetta Ieppariello

 

Piangeva Angelo. Tre figli e le lacrime agli occhi. Chiedeva scusa e chiedeva una dignità e regali per i suoi tre figli. Voleva portargli regali. Tutti sapevamo che vivevano lì Sergio, Angelo e il nuovo arrivato. Un signore straniero, che si era guadagnato la fiducia dei due amici. Stamattina Sergio si è svegliato e ha visto che Angelo era livido, gli ha toccato il volto. Era gelido. Angelo se ne è andato. E’ morto di freddo, di stenti, di dolore. Aveva solo 43 anni. Era sempre più magro. Viveva di elemosina nei pressi del Mercatone. La sua vita era tutta lì intorno al Gigante Malato. Si erano ricavati in quel box, che doveva essere uno dei tanti negozi del centro commerciale del futuro, un ricovero. Dentro il ventre del Mercatone che cade e pezzi. Da trenta anni abbandonato al suo destino e con lui chi dentro vive, vaga si accampa. Angelo è morto e stamattina i poliziotti hanno constatato il suo decesso su quel materasso, tra quelle coperte che qualcuno, mosso a pietà, gli aveva donato. Sergio racconta quanto accaduto e ricorda come proprio Angelo avesse pianto tante volte per la sua condizione, per quei tre figli per i quali nulla poteva. Neanche un regalo.

Indigna, sconvolge fa riflettere. Eppure era già successo. Proprio lì. Esattamente dieci anni prima. Per una di quelle incomprensibili coincidenze della vita, esattamente dieci anni prima, era già accaduto che un senza casa avesse fatto del mercatone la sua casa. Era il 9 gennaio del 2007.

E non era neanche l’unico a viverci. E lì, presso un ex negozio adattato a sorta di abitazione, lungo il lato che sporge sull’ingresso principale della struttura fatiscente, in Largo Ferriera, un senza tetto di origine polacca, forse ad Avellino da due anni, ha trovato anche la sua fine. 

Venne trovato cadavere in una mattina gelida come questa. A segnalare il suo decesso fu una giovane donna della stessa nazionalità.

Una scena che sembra uguale. Perché gli invisibili perdono volto, nome, identità. Era adagiato su una brandina con accanto una stufetta. La morte con ogni probabilità, secondo la prima ipotesi del medico legale, sarebbe avvenuta per un malore, per il freddo. E prima ancora il 2 febbraio del 2006, infatti, i Carabinieri di Avellino scoprirono cinque cittadini extracomunitari all’interno della struttura di Via Ferriera: dormivano tra escrementi e resti di alimenti e tra siringhe utilizzate ed abbandonate dai tossicodipendenti.