Campano ucciso sulla Rambla. Bruno aveva suo figlio per mano

La tragedia a Barcellona di Bruno Gulotta. Aveva origini campane

La famiglia di Bruno Gulotta ha chiesto attraverso il sindaco Giambattista Fratus riservatezza e “rispetto per un dolore che e’ molto grande”.  La strage. i morti. Il terrore. I morti. Tanti, ancora una volta. Italiani morti. Tra questi un uomo originario della Campania, di Napoli con parenti ad Avellino. Il trentacinquenne di Legnano ucciso a Barcellona, Gulotta, aveva radici in Campania.

Disperati i familiari, gli amici e i suoi colleghi a Tom’s Hardware, sito di informatica dove lui era responsabile del marketing.

In quei momenti era con la sua famiglia: la compagna Martina, che conosceva da una vita, e i due figli Alessandro, di 5 anni, e Aria, di cui ha postato le foto del battesimo il mese scorso.

Era in viaggio a Barcellona, iniziato solo alcuni giorni fa. Un viaggio on the road in tappe in macchina. Sui social c’e’ una foto postata a ferragosto da Cannes. Un’altra foto, raccontano, l’aveva fatta solo una ventina di minuti prima di morire sulla Rambla a Barcellona, dove era arrivato la sera precedente.

Sempre vissuto a Legnano, ma originario di Napoli, laureato in ingegneria, Bruno era un appassionato di informatica, attento alla salute (dall’alimentazione all’attivita’ fisica).

Bruno Gulotta aveva suo figlio Alessandro per mano. Martina era vicina con Aria nel marsupio, ed ha fatto appena in tempo a tirar via il bambino prima che il suo compagno venisse travolto.