di Andrea Fantucchio
«Un mio delegato ha riferito di essere stato aggredito da due energumeni usciti dalla piscina comunale durante lo sciopero». La denuncia è stata presentata ai carabinieri dal segretario generale della Cgil Avellino, Franco Fiordellisi. Ha anche fatto riferimento a lavoratori della struttura che sarebbero impiegati in nero.
Dichiarazioni del 7 dicembre che hanno spinto gli inquirenti ad aprire un'indagine. Ottopagine.it ve lo ha anticipato ieri: l'inchiesta sulla struttura di via De Gasperi è entrata nel vivo. Lavoro d'indagine affidato agli uomini del nucleo investigativo al comando del capitano Quintino Russo.
Il contenuto della denuncia
Per Fiordellisi il giorno dello sciopero, «Sono stati visti entrare nella piscina persone che svolgono varie attività per gli abbonati del centro sportivo»
I denuncianti invitano gli inquirenti a far luce sui rapporti lavorativi e sui contributi versati dalla “Polisportiva Avellino” proprio a questi dipendenti. Spiegano anche di essersi rivolti alla Direzione territoriale del lavoro. Ma l'ispettorato avrebbe riferito di non poter intervenire perché i lavoratori sono ancora in stato di agitazione.
Non la prima indagine
Non è la prima indagine di questo tipo che riguarda la struttura di via De Gasperi. Nel 2016 l'Ispettorato del lavoro aveva già denunciato presunte irregolarità nell'inquadramento e nelle coperture versate a dipendenti e collaboratori. Era poi stata aperta un'indagine dalla Guardia di Finanza.
Sul fronte istituzionale, l'assessore al Patrimonio, Paola Valentino, ha già espresso la volontà di voler risolvere la convenzione che lega l'ente di Piazza del Popolo alla polisportiva. L'amministrazione Galasso si era fatta garante del mutuo contratto dalla società del gruppo Cesaro col credito sportivo. Si parla di una cifra vicina agli 800mila euro.
Quel "contratto difficile da risolvere"
Gli arretrati non corrisposti dalla società e i problemi avuti con i lavoratori hanno spinto il Comune a fare marcia indietro. La Valentino ha però intrapreso un compito arduo. Il Comune, fin dall'epoca di Galasso, non ha mai stanziato il credito necessario a rispettare il ruolo previsto dall'accordo. Si tratta, in sostanza, di un garante senza portafoglio. Inoltre, nel contratto con la polisportiva non è menzionata una clausola di rescissione per situazioni come quella attuale. Insomma, se il Comune rescindesse la convenzione, poi potrebbe essere costretto a versare una somma ingente alla polisportiva fino al 2032.
La priorità, come chiarito più volte dall'assessore, resta quella di tenere aperta la struttura e salvaguardare proprio i lavoratori. Un compito, che al momento, non sembra per nulla facile.
