Inchiesta teatro, Bavaro alla Corte dei Conti: nessun ammanco

Presentata una mastodontica relazione che smonterebbe le accuse a carico dell'ex direttore.

Non ci sarebbe alcuna distrazione da 115.358,09 euro. Si tratterebbe solo di errori contabili formali e procedurali. Questa la tesi della difesa sostenuta dall'avvocato Donato Pennetta.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

L'accusa relativa a una distrazione di fondi pubblici da 115.358,09 euro sarebbe infondata. L'ex direttore del teatro Carlo Gesualdo Dario Bavaro, affiancato dall'avvocato Donato Pennetta, si è affidato a un'azienda di fama mondiale per sostenere questa tesi. Questa mattina è stata acquisita dalla Corte dei Conti di Napoli la relazione stilata dagli esperti della “Price Waterhouse Coopers”. Hanno ricostruito la contabilità del teatro Carlo Gesualdo relativa agli ultimi tre anni.  

Gli inquirenti avevano evidenziato un ammanco di oltre 115mila euro. E ipotizzato una distrazione di fondi pubblici. Per la difesa, ora avvalorata dalla mastodontica revisione, gli unici errori di contabilità sarebbero formali e procedurali. Di fatto nulla avrebbero a che vedere con il reato ipotizzato. I consulenti hanno "passato al setaccio" ogni entrata e uscita inerenti le attività del Gesualdo. Il giudice si è riservato la possibilità richedere un' ulteriore consulenza tecnica. La prossima udienza è prevista per il 10 aprile.

L'indagine della Corte dei Conti, coordinata dal pm Marco Catalano, era coincisa con le turbolente vicende amministrative che avevano riguardato il Gesualdo. Dopo l'addio del vecchio consiglio d'amministrazione, diretto da Luca Cipriano, era seguita la vertenza dei lavoratori. Hanno denunciato diverse mensilità mai pagate. Un contenzioso non ancora risolto.

Nelle ultime settimane il Comune ha deciso di esternalizzare la gestione della struttura. Per provare a ipotizzare anche la nuova stagione teatrale. Al momento lontana dalla sua definizione. Una situazione emblematica del caos creatosi intorno al teatro, un tempo fiore all'occhiello della città. Oggi ancora senza futuro.