di Andrea Fantucchio
Una rapina in stile "Arancia Meccanica" la vigilia di Natale, poi c'è scappato il morto. Un epilogo tragico per un 30enne avellinese, C.T., che è deceduto questa notte nel carcere di Bellizzi Irpino. Dopo essere stato arrestato, con altre due persone fra le quali una ragazza, la vigilia di Natale con l'accusa di rapina, sequestro di persona e lesioni personali.
Tutto è iniziato a Contrada Bagnoli nella tarda serata del 24 dicembre. Tre sconosciuti hanno rubato un'auto con una 70enne a bordo. La vittima ha raccontato di essere stata picchiata e minacciata: più volte i malviventi le avrebbero chiesto i soldi e dove abitasse. Una corsa folle culminata con violento impatto contro un muretto. L'incidente è avvenuto poco distante dalla rotonda che si trova nei pressi di via Zigarelli.
Stando al racconto della signora, i criminali l'avrebbero costretta a proseguire a piedi con loro per un tratto di strada continuando a minacciarla. Il gruppo si è diviso a San Tommaso, poco distante dalla sede dell'associazione "La casa sulla roccia", dove l'anziana sarebbe stata abbandonata. Disperata, derubata della borsetta e del cellulare, è stata poi soccorsa da un automobilista. Ricordava un solo numero a memoria: quello di una cara amica. Un numero, per lei, provvidenziale. La vittima è stata soccorsa e condotta all'ospedale Moscati. Ha ricevuto una prognosi di dieci giorni a causa delle contusioni riportate, oltre al comprensibile spavento.
L'indagine è stata affidata ai carabinieri della stazione di Avellino al comando del capitano Niccolò Pirronti. Grazie alle immagini del circuito di telecamere poste lungo la strada, e ad alcune persone della zona che sono state interrogate, i militari sono riusciti a identificare i tre autori della rapina. Poi arrestati. Oltre al 30enne, sono finiti in manette in via cautelativa un altro avellinese e una donna di Salza Irpina.
I tre sono stati portati nel carcere di Bellizzi Irpino. E' lì che il 30enne è poi deceduto. Ancora non sono chiare le cause della morte ma, stando alle prime indiscrezioni, il giovane sarebbe arrivato nel penitenziario sotto effetto di droghe. Anche se le certezze saranno fornite solo dagli esami autoptici che permetteranno di conoscere le esatte cause del decesso. E stabilire se la morte sia davvero legata al consumo di stupefacenti.
Dalla testimonianza del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), la complice del 30enne, poco dopo l'accesso in carcere, sarebbe stata colta da una crisi da overdose ma salvata dall'intervento della Polizia Penitenziaria con l'aiuto del personale medico. Hanno provveduto al ricovero urgente al pronto soccorso dove la ragazza è rimasta ricoverata tutta la notte. Il ragazzo poi deceduto, invece, sempre secondo il racconto del sindacato, non avrebbe dato segni di sofferenza, tanto che anche i compagni di cella non si sarebbero accorti del suo decesso.
