Mazzette e diplomi falsi, Cantelmo: denunciate, vi scopriremo

Il Procuratore parla dell'inchiesta sui diplomi falsi e sull'omertà riscontrata in fase d'indagine

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Gli investigatori avrebbero riscontrato una scarsa collaborazione da parte da parte dei cittadini in fase d'indagine. Nessuno si è presentato al comando dei carabinieri.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

«Se qualcuno sa, farebbe bene a parlare. Anche perché i casi che riguardano questi sospettati verranno fuori. E queste persone che oggi restano in silenzio potrebbero incorrere in sanzioni rilevanti». Il Procuratore Capo presso il tribunale di Avellino, Rosario Cantelmo, a margine della conferenza sull'arresto dell'indagato (leggi tutti i dettagli e i nomi) nell'inchiesta sui diplomi falsi, invita gli acquirenti dei titoli fasulli o chi ne è a conoscenza a denunciare. Anche perché gli investigatori avrebbero già individuato numerosi profili sospetti. Presentarsi spontaneamente al comando dei carabinieri potrebbe alleggerire la posizione dei sospettati.

Al momento, invece, è stato riscontrato un muro di omertà da parte dei cittadini. Lo ha spiegato lo stesso Cantelmo, con i suoi consueti toni pacati ma con l'altrettanto consueta fermezza.

«Non posso fare lezioni di morale a nessuno. Prendo atto di una situazione e di un grave disagio che c’è oggi in questo territorio e anche in altri rispetto a persone che per la ricerca di un posto di lavoro sono anche disposte a svendere la loro dignità giudiziaria per vincere un concorso. Anche dopo le prime operazioni messe a segno dai carabinieri, nessuno si è presentato al comando per denunciare», ha chiarito il Procuratore.

«C’è una grossa fetta di cittadini che sono disposti a oltrepassare i limiti dei contesti legali pur di superare un concorso. A discapito di chi invece concorre in modo onesto, studiando per giorni. E che spesso si vede "scavalcato" proprio da chi ha ricorso alla truffa», ha concluso.

Cantelmo ha evidenziato le difficoltà affrontate nell'attività di indagine dai carabinieri del comando provinciale, coordinati dal comandante Massimo Cagnazzo, e quelli del nucleo investigativo diretti da Quintino Russo. Tutti gli elementi raccolti in fase di indagine sono stati acquisiti senza l'ausilio di testimonianze spontanee. Un'evidenza che ha purtroppo reso molto complicato lo sviluppo dell'inchiesta coordinata oltre che da Cantelmo anche dal sostituto Antonella Salvatore.