Furbetti badge Asl Avellino: l'accusa chiede 5 proscioglimenti

Il pm ha chiesto la "non punibilità per particolare tenuità del fatto". Ora tocca al gup decidere.

L'accusa ha chiesto la "non punibilità per particolare tenuità del fatto" per cinque imputati.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Questa mattina si è celebrata l'udienza preliminare per i 34 imputati nell'inchiesta sui furbetti del cartellino dell'Asl di Avellino. Il pm, Fabio Massimo Del Mauro, ha chiesto "la non punibilità per particolare tenuità del fatto" per cinque imputati. Erano accusati di aver timbrato i badge in sostituzione dei colleghi. Un'altra imputata ha chiesto di patteggiamento. 

Oggi è stato lasciato spazio alle arringhe della difesa. Affidata, fra gli altri, ai penalisti Gaetano AufieroStefano VozellaNello PizzaAlberico VillaniElisabetta Acone, Giovanna Perna e Benedetto Vittorio De Maio. L'udienza si concluderà il prossimo 20 marzo. Quando il gup dovrà esprimersi sulle diversi posizioni e scegliere se disporre il rinvio a giudizio. E si esprimerà anche sulle richieste formulate oggi in aula. 

Il processo nasce da un'indagine della Squadra Mobile di Avellino fra febbraio e marzo 2015. Gli agenti hanno ripreso,con telecamere nascoste, dirigenti, medici, infermieri, impiegati amministrativi, operatori tecnici ed ausiliari, della sede di via Degli Imbimbo. Avrebbero dato vita a un sistema per per frodare l'azienda timbrando i cartellini quando non erano a lavoro. Sono perciò stati accusati a vario titolo di truffa aggravata e falsa attestazione di servizio.

Il primo filone dell’inchiesta era sfociata in 21 misure di sospensione dai pubblici uffici nei confronti di medici, funzionari e impiegati dell’Asl di via degli Imbimbo. Nell'indagine erano state coinvolte anche due guardie giurate, indagate per favoreggiamento. Erano accusate di aver distrutto una telecamera nascosta con un cacciavite. E di aver così causato l'interruzione dell'indagine. La difesa, affidata all'avvocato Gerardo Di Martino, aveva dimostrato l'infondatezza delle accuse. E provato la buona fede delle due guardia giurate. Per entrambi gli indagati il procedimento era poi stato archiviato dalla Procura