di Andrea Fantucchio
Una vicenda paradossale che ha per protagonista un ladro davvero maldestro col “pallino” dell’ elettronica. Il 30enne aveva preso di mira una nota struttura di recupero per tossicodipendenti ad Avellino. L'uomo aveva studiato tutto in dettaglio. Dopo aver scavalcato la recinzione ha danneggiato una finestra a piano terra. Il suo obiettivo erano quattro telecamere di videosorveglianza. Voleva rubarle per poi rivenderle altrove. Ma, proprio quelle telecamere, si sono rivelate fatali. Il servizio privato di videosorveglianza, infatti, ha immortalato il ladro, che intanto avrebbe fatto anche delle smorfie all'obiettivo, e inviato le immagini sull’hard disk remoto. Fino a che il 30enne le ha scollegate.
L’uomo ha poi forzato diverse porte della struttura. E rovistato all’interno di stanze e laboratori. Ha portato via altri oggetti di elettronica. Il suo obiettivo, anche questo in caso, era poi rivendere gli oggetti altrove. Gli investigatori, alla luce dei precedenti dell'uomo, ipotizzano infatti che avesse canali che lo aiutassero a smerciare la refurtiva di questo tipo. Sono in corso indagini per stabilire se abbia già compiuto altri furti simili nel capoluogo.
La denuncia è stata sporta dal personale della struttura. Sono così scattate le indagini della compagnia di Avellino. Fondamentali, per i militari al comando del capitano Niccolò Pirronti, proprio le immagini raccolte dal servizio di telecamere rubate. Grazie al database della centrale operativa i carabinieri sono risaliti all’identikit del trentenne. Si tratta, come detto, di un salernitano già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio. Il 30enne è stato fermato allo stazionamento del bus. Stava facendo ritorno a Salerno. Per lui è scattata la denuncia per furto aggravato. La refurtiva, del valore di varie centinaia di euro, è stata recuperata.
