I genitori del Mancini scrivono a Cantelmo, giudici e Prefetto

Chiedono aggiornamenti sulla vicenda giudiziaria. Scrivono anche al tribunale e alla Provincia.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

Chiarimenti sull'incidente probatorio richiesto dalla Procura nelle indagini sulla sicurezza del liceo scientifico “Pasquale Stanislao Mancini” di Avellino. Li chiede il comitato dei genitori degli studenti che frequentano l'istituto. Hanno inviato una lunga nota, indirizzata anche agli organi di stampa, diretta al presidente del tribunale, Vincenzo Beatrice, al Procuratore Capo, Rosario Cantelmo, e al Prefetto, Maria Tirone.

I genitori chiedono perché non ci siano stati sopralluoghi nella struttura da parte dei tecnici di parte. Dopo che, nell'udienza di gennaio, il gip Vincenzo Landolfi ha conferito l’incarico all’ingegnere Maurizio Perlingieri. In attesa dell'udienza in programma a giugno.

Scrivono i genitori: «Dopo circa 20 giorni di sospensione delle attività didattiche, le lezioni sono riprese in un contesto di totale emergenza con orario esclusivamente pomeridiano, dalle 13.30 in poi, e con classi ripartite su quattro edifici scolastici, adottando anche la riduzione dell’ora di lezione per l’intero istituto a 50 minuti per contenere i disagi indotti da tale emergenza su studenti e famiglie».

Una situazione che, si legge nella notta, ha impedito a tutti gli iscritti di usufruire di laboratori e attività di potenziamento scolastico.

Oltre cento studenti, ricordano i genitori, hanno richiesto il trasferimento.

«In questa ottica – continuano - tutti i soggetti istituzionali coinvolti devono profondere il proprio massimo impegno e tutte le proprie energie per perseguire tale obiettivo, a prescindere dai ruoli ricoperti da ciascuno. Già la Provincia ha in più occasioni dichiarato pubblicamente, attraverso i propri responsabili, che per il prossimo anno il Liceo Scientifico “P.S. Mancini” avrà una sede unica paventando la possibilità di recuperare la propria sede storica di via De Concilii attraverso interventi di messa in sicurezza che si possano rendere necessari, all’esito delle ulteriori indagini in corso e compatibilmente con il procedimento giudiziario pendente, oltre alla possibilità di individuare un plesso scolastico alternativo da destinare esclusivamente a tale istituto»

Infine, come detto, chiedono numi sulla vicenda giudiziaria.

E rivolgono un appello alle istituzioni in causa: «Ci risulta che la prima udienza di tale incidente probatorio è già stata tenuta il 24 gennaio quando, oltre alla costituzione delle parti in causa, è stato nominato dal gip il nuovo consulente tecnico d’ufficio, e fissata la data della prossima udienza per il 20 giugno. Da tale data – aggiungono - però non ci risulta espletato più alcun sopralluogo presso l’edificio sede del Liceo Scientifico, né ad opera del nuovo perito nominato, né dei consulenti delle parti. Ciò lascia presagire ad un'incomprensibile stasi della procedura che, evidentemente, inizia proprio attraverso una visita collegiale del sito da periziare. Questa circostanza di apparente ristagno, dopo 45 giorni dalla data della prima udienza, qualora fosse confermata, ci lascia piuttosto perplessi in quanto la decorrenza infruttuosa di un tale lasso di tempo risulta del tutto ingiustificata, a maggior ragione per una vicenda come questa, di evidente impatto sociale, che vede coinvolta un’intera comunità ed il futuro nebuloso di migliaia di studenti, ma anche quello dello stesso istituto scolastico, che ricordiamo essere uno dei più prestigiosi dell’intera provincia e non solo»