di Andrea Fantucchio
La vicenda giudiziaria nata intorno al bilancio 2013 del Comune di Avellino dovrà probabilmente attendere ancora. Domani era in programma l'udienza preliminare per i dodici imputati, fra i quali il sindaco Paolo Foti, accusati di essere corresponsabili di una falso in bilancio. Il gup – dopo aver ascoltato le ragioni di accusa e difesa – avrebbe dovuto decidere se spedirli a processo. Ma probabilmente l'udienza slitterà a causa dei due giorni di astensione proclamati dalle Camere Penali di tutta Italia per “il mancato inserimento dei decreti legislativi attuativi della riforma penitenziaria nei lavori delle Commissioni speciali parlamentari”.
L'indagine del procuratore Rosario Cantelmo e del sostituto Luigi Iglio è incentrata su un'ingente documentazione acquisita dalle fiamme gialle a palazzo di città. L'attenzione degli inquirenti è focalizzata su alcune presunte irregolarità, fra le quali figurano anche le inadempienze evidenziate in passato dal consigliere d'opposizione Dino Preziosi che contestava tra le altre cose un presunto mancato riconoscimento di alcuni milioni di euro di pignoramento per sottrarre il Comune dal regime di ente strutturalmente deficitario.
Un'inchiesta che, come spesso capita quando c'è di mezzo un'amministrazione comunale, aveva avuto un'inevitabile eco mediatica finendo per essere strumentalizzata dalle opposizioni. Erano seguiti mesi di tensione politica sfociati in consigli comunali tesissimi dove, più volte, si aveva avuto la sensazione che l'amministrazione fosse prossima al tracollo. Non è accaduto: il sindaco, dopo aver ripetutamente minacciato le dimissioni, è rimasto al suo posto e ora si avvia alla fine del mandato. Le difese, affidate fra gli altri agli avvocati Nello Pizza e Innocenzo Massaro, sono pronte a dimostrare l'insussistenza dell'accusa già durante l'udienza preliminare per risparmiare il processo ai propri assistiti.
