Inchiesta su coca e hashish: fissato il Riesame

L'indagine che ha portato l'arresto di trentadue persone.

Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio 

L'inchiesta dell'antimafia partenopea su un presunto vasto giro di coca e hashish fra Napoli, l'Irpinia e il Sannio giunge a un bivio giudiziario importante. E' stato infatti fissato per il 7 maggio il Riesame per alcuni dei trentadue indagati finiti in manette. Una data nella quale sarà decisa – dopo la discussione delle difese, affidate fra gli altri agli avvocati Roberto Pulcino e Vincenzo Regardi – la convalida, l'attenuazione o la revoca delle misure cautelari (Leggi: "Così l'Irpinia veniva rifornita di cocaina e hashish")

Un'indagine incentrata principalmente sull'attività di intercettazione svolta dalla Mobile partenopea e dalle dichiarazioni di un pentito. Dalle intercettazioni emerge come l'attività di spaccio fosse gestita da due diversi gruppi criminali che poi sarebbero stati coordinati da un 31enne di Napoli. Molte delle  «trattative» legate al mercato degli stupefacenti sarebbero state decise su facebook e whatsapp. Un fenomeno non comunque unico nel panorama criminale attuale: dove sono in crescita gli episodi di malviventi che utilizzano i social network e più in generale la rete per individuare i propri bersagli. Localizzare le vittime non è infatti più una prerogativa dei soli hacker: a volte è sufficiente avere uno smartphone e scaricare un'applicazione.

Per l'antimafia la droga era smerciata grazie a dei ganci su tutto il territorio incrociando la domanda di numerosi acquirenti, molti dei quali segnalati, alcuni anche giovanissimi. Inoltre l'indagine ha rivelato come i gruppi criminali avrebbero avuto al vertice alcune donne che si occupavano di dirigere e coordinare le attività. Secondo al ricostruzione degli investigatori il centro dell'attività di spaccio era rappresentato da Nola e l'hinterland. E lì che gli indagati avrebbero organizzato il giro di spaccio che andava poi a rifornire anche le altre province.