di Andrea Fantucchio
Un'agenda fitta di nomi e numeri. Decine e decine di intercettazioni telefoniche. Soprannomi, parole in codice, riferimenti alla «roba»: cocaina. Lo pensano gli investigatori, anzi ne sono certi. E ora vogliono farselo dire da loro: i consumatori. Ne hanno già convocati una trentina. Ma potrebbero diventare molti di più. Da alcuni giorni c'è un via vai incessante negli uffici della Questura di Avellino a via Palatucci. La sezione antidroga della Squadra Mobile sta «ricevendo» i presunti acquirenti della polvere bianca. L'indagine è partita circa un anno fa. Gli agenti seguivano gli spostamenti di quello che ritenevano un pusher «di spessore». Durante una perquisizione hanno trovato un bel po' di cocaina e proprio l'agenda. I tentativi di far parlare l'indagato si sarebbero rivelati inutili: muto. Più interessante si è rivelato il contenuto del quaderno sequestrato.
Gli investigatori hanno iniziato a intercettare i nomi indicati sull'agenda. Conversazioni che sono state inserite in un fascicolo che conterebbe già decine di pagine, nonostante l'inchiesta sia solo nelle sue battute iniziali. L'attenzione degli inquirenti sarebbe rivolta ad alcune attività commerciali della città. E intanto continuano gli interrogatori. Alcune delle persone ascoltate avrebbero negato le accuse e così sono finite nel registro degli indagati. Quel silenzio potrebbe costare loro un processo: al momento il reato ipotizzato è di favoreggiamento, ma altri addebiti potrebbero aggiungersi nel corso dell'indagine.
L'inchiesta della Mobile, agli ordini del primo dirigente Michele Salemme, riporta d'attualità la diffusione del consumo di cocaina ad Avellino. Già al centro di numerose indagini della procura del capoluogo irpino. Una situazione che rispecchia la «media» italiana: secondo la relazione del Parlamento sulle tossicodipendenze il nostro Paese spende in sostanze stupefacenti 14,2 miliardi di euro, di cui il 43 per cento in cocaina e più di un quarto per derivati della cannabis. A favorire la diffusione della polvere bianca i prezzi sempre più accessibili che finiscono per «sedurre» anche i giovanissimi.
