Strage bus: nominato "superperito". Consulenza entro settembre

Avellino. Conferito l’incarico al professore dell’università di Parma Felice Giuliani.

strage bus nominato superperito consulenza entro settembre
Avellino.  

 

di Andrea Fantucchio

Un compito arduo perché dalla sua consulenza potrebbe dipendere l'esito di un processo nato da una tragedia che è costata la vita a quaranta persone: decedute in un incidente stradale che si è verificato in Irpinia, a luglio del 2013, quando un bus precipitò dal viadotto dell'Acqualonga. Ora il professore dell'Università di Parma, Felice Giuliani, dovrà realizzare una “superperizia” per ricostruire quanto accaduto quel tragico giorno d’estate di cinque anni fa. E magari fare chiarezza sulle responsabilità di alcuni dei quindici imputati accusati a vario titolo di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico. Fra i quali figurano anche alcuni riferimenti di Autostrade per l'Italia. 

Il giudice, Luigi Buono, ha deciso di disporre una nuova consulenza, che dovrebbe essere terminata entro settembre, alla luce delle tre ricostruzioni differenti già emerse durante il processo: quella della Procura, quella dei consulenti di Autostrade e quella affidata ai periti in un procedimento civile annesso. Quest'ultima è stata acquisita su richiesta dei pubblici ministeri, Rosario Cantelmo e Cecilia Annecchini. Il professore Giuliani inizierà il suo lavoro il 4 giugno e dovrà terminarlo entro tre mesi. Poi il 14 settembre la sua relazione sarà discussa in aula. Intanto il magistrato ha rigettato l’opposizione della difesa di Autostrade all’ascolto di due testimoni che erano sul bus il giorno della tragedia. Le due donne saranno ascoltate il prossimo 6 giugno.

Il perito ai raggi x: chi è Felice Giuliani? 

Laureato con lode in Ingegneria Cvile DSPT all'Università di Ancona, professore ordinario di ingegneria all'Università degli studi di Parma, già componente della Commissione FIRB (Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base) del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. E membro del Panel di Valutatori "Trasporti e Logistica Avanzata" dei Programmi Operativi Nazionali Ricerca e Competitività del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica dal 10 giugno 2010.
Esperto FAR (Fondo per l'Agevolazione alla Ricerca) del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica (decreto 2 febbraio 2012).
Presidente della Società Italiana Infrastrutture Viarie (SIIV) e del Comitato Scientifico di Area 08 - Ingegneria Civile e Architettura dell'Università di Parma dal 2011, nonché  direttore del Centro Interuniversitario di Ricerca Stradale ed Aeroportuale (CIRS)e del Centro Studi e Ricerche dell'AIIT, Associazione Italiana per l'Ingegneria del Traffico e dei Trasporti (2011/2014).

Le tre ricostruzioni già emerse durante il processo

Per i consulenti della Procura Alessandro Lima, Andrea Demozzi, Lorenzo Caramma e Vittorio Giavotto, “più della metà dei bulloni che assicuravano l'ancoraggio sulla carreggiata della barriera posta sul viadotto dell'A16 Napoli-Canosa è risultata corrosa dal tempo e dagli agenti atmosferici”. Il bus si sarebbe quindi schiantato contro le barriere protettive, poi precipitate, a una velocità di circa 92 km/h, con un angolo non superiore ai 13  gradi.
I consulenti di Autostrade (fra i quali i professori Francesca La Torre, Lorenzo Domenichini, Marco Anghileri e Dario Vangi), hanno invece evidenziato come “Il fenomeno di corrosione degli ancoraggi delle barriere stradali, lungo il viadotto dell'Acqualonga,  non fosse prevedibile". E aggiunto che il mezzo avrebbe impattato le barriere a una velocità paragonabile ma un angolo maggiore rispetto a quello indicata nella relazione della Procura (92 km/h e 19°). Per la difesa i new-jersey scelti erano proporzionati al tratto di strada, l’incidente sarebbe stato causato “dalle condizioni del bus e dall’imperizia del conducente”.
La terza ricostruzione è quella che proviene dal processo civile. A occuparsene i periti Enrico De Rosa, Mariano Migliaccio, Mariano Pernetti, Dario Alvino e Salvatore Santoli. Per i consulenti, che hanno evidenziato il ruolo svolto dal freno di stazionamento nell'incidente, la velocità del bus all'inizio del viadotto era di 67km/h con un margine di errore del 10% e quindi inferiore rispetto a quella calcolata dai consulenti della Procura e da quelli di Autostrade. Nella perizia viene evidenziato il presunto stato non ottimale delle barriere.