Il Tribunale di Avellino, in composizione monocratica, ha condannato un amministratore comunale dell’Alta Irpinia per il reato di diffamazione aggravata ai danni di un cittadino, difeso dall’avvocato Anna Maria Zichella. La sentenza arriva al termine di un procedimento giudiziario articolato e complesso, nel corso del quale sono stati ascoltati numerosi testimoni, tra amministratori in carica ed ex amministratori locali.
I fatti durante la campagna elettorale 2021
La vicenda trae origine da un pubblico comizio elettorale, tenuto dall’imputato durante la campagna per le elezioni amministrative del 2021. Nel corso dell’intervento, poi diffuso anche sui social network, l’amministratore avrebbe pronunciato frasi ritenute gravemente lesive dell’onore e della reputazione della persona offesa.
Offese personali anche sui social
Secondo quanto emerso nel dibattimento, il discorso conteneva offese all’intelligenza, storpiature del cognome a fini derisori e illazioni sulla vita privata e familiare del cittadino coinvolto. Un comportamento che, per il giudice, si pone nettamente al di fuori dei limiti della dialettica politica e del diritto di critica.
La tesi della difesa
La difesa dell’imputato aveva invocato la scriminante della critica politica, sostenendo che le espressioni contestate rientrassero nel clima acceso della competizione elettorale, pur trattandosi di un soggetto estraneo alla contesa. Tuttavia, l’avvocato Zichella ha dimostrato come, nel caso specifico, fossero assenti i presupposti fondamentali per l’operatività dell’esimente: parità di ruolo, pertinenza e continenza.
Il Tribunale di Avellino ha accolto integralmente la tesi della parte civile, ritenendo che le frasi pronunciate travalicassero ampiamente i confini della legittima critica politica, configurandosi come attacchi personali gratuiti e offensivi della dignità della persona offesa.
Alla luce di tali valutazioni, il giudice ha pronunciato sentenza di condanna, riconoscendo alla parte civile il risarcimento del danno, da quantificare in separata sede, oltre alla rifusione delle spese legali, confermando la piena fondatezza della linea difensiva sostenuta dall’avvocato Anna Maria Zichella.
